Vico del Gargano. Immagine di Vico del Gargano

Il centro storico di Vico del Gargano

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Il centro storico di Vico del Gargano, uno dei “Borghi più belli d’Italia”, fra i più caratteristici ed affascinanti della Puglia.

Il centro storico di Vico del Gargano è davvero un bel borgo, fra i più suggestivi ed affascinanti soprattutto a chi vi si reca in visita per la prima volta, non a caso è entrato a far parte del circuito dei “Borghi più Belli d’Italia”.

Vico del Gargano si trova sul promontorio del Gargano, in provincia di Foggia.
A pochi chilometri dal mare, ha un centro storico molto caratteristico e tutto intorno la Foresta Umbra, con i suoi boschi di faggi, abeti e pini di Aleppo.

Vico del Gargano. Immagine delle Case e vicoli stretti del centro storico di Vico del Gargano

Sulla costa il paesaggio richiama gli odori degli agrumi, le arance e i limoni.
E naturalmente gli ulivi tipici del territorio pugliese.
A Vico sono celebri gli agrumi, l’arancia bionda e il limone femminello che insieme all’olio sono le produzioni agricole più importanti.

Il nome deriva da “vicus”, villaggio in latino, dal primo insediamento risalente al X secolo d.C. e si trasferirono le popolazioni dalle campagne circostanti.

Nell’XI secolo ai Normanni si deve la costruzione del primo castello; ampliato da Federico II di Svevia nel XIII secolo, al quale si deve l’intricato reticolo di strade strette e tortuose, i passaggi coperti, le sue abitazioni dall’architettura spontanea con la stalla al pian terreno, e i locali abitativi ai piani superiori, i “pieddi”, sono chiamate così le scalinate esterne d’accesso, e i portali scolpiti in pietra.
Guardate la bellezza dei portali in pietra e dei vecchi portoni di legno, noi ancora oggi ci fermiamo ad ammirarli.
Questo nucleo considerato il più antico, è il rione Civita, nel quale troviamo il Castello e la chiesa Matrice dell’Assunta.

Nel 1292 Vico del Gargano si circonda di un possente sistema di difesa, costituito da una cinta muraria guarnita di una ventina di torri.

Nel XVI secolo l’abitato si estese a sudest del Castello, il rione Terra.
Si eliminò la Porta del Castello e si provvide alla costruzione di una nuova cinta muraria attorno a questo nuovo rione, munita di torri cilindriche.

Tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo si ebbe un aumento della popolazione e prese forma il rione Casale all’esterno ed ai piedi delle mura che cingevano la Civita e la Terra.

Inoltre, non mancano i trappeti (gli antichi frantoi in Puglia), scavati nella roccia al di sotto delle abitazioni, per la molitura delle olive. Il più antico, documentato già nel 1318, scavato in una cavità naturale, sono raccolte la macina e le presse in legno per la spremitura delle olive.
Oggi è il Museo Trappeto Maratea, praticamente ai piedi del castello.

Le Comari sono romantiche, hanno partecipato più volte alla festa del Santo patrono di Vico del Gargano, San Valentino.
Dal 14 al 17 febbraio viene festeggiato con una suggestiva processione che attraversa il paese, adornato di arance e limoni.
L’evento porta il nome di “Terrarancia”

Terrarancia. Immagine di un addobbo della festa patronale a Vico del Gargano

 

Ed è proprio in questa occasione che ci si dà appuntamento al “Vicolo del Bacio”.

Un piccolo angolo con una larghezza di 50 cm e una lunghezza di 30 m, dove tanti innamorati si sono incontrati, baciati e travolti dall’emozione di potersi toccare.
La leggenda racconta che, in passato, ci si accontentava di camminare in direzione opposta lungo il vicolo e data la ristrettezza del passaggio, sfiorarsi.
E poi, chi dona un arancio all’amato, prendendolo dall’addobbo del Santo durante la festa patronale, vedrà il frutto trasformarsi in un filtro d’amore.

Se ciò non dovesse avvenire, vi faremo innamorare di questo borgo

 

Info & contatti: scrivere a info@lecomaridipuglia.eu  – Cell. 3402671389

 

I confetti pugliesi. Immagine de i confetti pugliesi

I confetti pugliesi

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I confetti pugliesi, sono di Andria. Piccolo dolce delizioso fatto con mandorle o nocciole rivestito da uno strato di zucchero dai variopinti colori

I confetti pugliesi, sono di Andria, una vera bontà!

I confetti sono un piccolo dolce a forma ovale con all’interno una mandorla o nocciola rivestito di uno strato di zucchero.
Molto antichi, risalenti all’epoca romana, erano rivestiti di miele.
A partire dal 1500, con l’importazione dello zucchero, la fabbricazione è diventata quella che abbiamo ancora oggi.

L’uso dei confetti è legato ad occasioni speciali, quali la nascita dei bambini, la celebrazione del matrimonio, con la bomboniera è immancabile, e i compleanni fin dall’infanzia. Sono offerti, anche per la festa di laurea, e l’inaugurazione di una nuova casa.
Simbolo di fortuna e prosperità.

I confetti pugliesi si fanno ad Andria, la città di Castel del Monte, una produzione locale fra le più raccomandate ed è unica sul nostro territorio.

In particolar modo, va menzionata l’antica fabbrica di Andria, Mucci, la quale produce questi dolci dal 1894, per opera di Nicola Mucci, la cui ditta è stata la fornitrice di confetti per le nozze reali del principe Umberto di Savoia con la principessa Maria José del Belgio.

Ad Andria, in pieno centro storico, nello stesso luogo della confetteria, è stato allestito il Museo del Confetto, in memoria di Giovanni Mucci, riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e compreso fra i Locali Storici d’Italia.
Nel museo si spiega la storia e l’arte di questo antico dolce con utensili, documenti, caramelle e cioccolato. https://www.museodelconfetto.it/

Sono famosi i confetti classici bianchi con la mandorla, e i confetti con la nocciola, delle sfere deliziose ricoperte di cioccolato bianco o fondente, velate da un sottile strato di confettatura colorato, come le vedete in foto.

Le mandorle che provengono dalla Puglia, sono le mandorle di Toritto, in provincia di Bari, una vera eccellenza.

Mandorla di Toritto. Immagine de I confetti pugliesi, la mandorla di Toritto

 

E le nocciole dal Piemonte, croccanti e gustose.

Nocciola del Piemonte. Immagine de i confetti pugliesi, la nocciola del Piemonte

 

I confetti possono essere di vari colori e ciascun colore, quando è offerto durante un’occasione, è appropriato per la festa che si intende festeggiare.
Azzurro, rosa, bianco, rosso per la festa di laurea, oro e argento per i rispettivi anniversari di nozze. Variopinti per la festa di compleanno.

Una specialità di questa fabbrica, dal cuore tenero sono i “Tenerelli Mucci”, una vera delizia che bisogna assaggiare.
Le Comari ne sono ghiotte! Uno tira l’altro, provate                         https://www.muccigiovanni.it/prodotti/

 

 


https://museimpresa.com/associati/museo-del-confetto-equotgiovanni-mucciequot/

 

Immagine di I Fischietti in terracotta di Rutigliano

I Fischietti in terracotta di Rutigliano

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I Fischietti in terracotta di Rutigliano. Per la festa di Sant’Antonio Abate che dà inizio al Carnevale

I Fischietti in terracotta di Rutigliano

Sono oggetti di piccole dimensioni, dai colori vivaci e dalle forme bizzarre, il cui valore ludico e simbolico trova origine nell’antichità e ai giorni nostri negli usi e costumi del popolo.
La produzione di fischietti in terracotta vanta a Rutigliano una lunga tradizione.

Rutigliano è in provincia di Bari, dista circa 20 km dal capoluogo pugliese; la cittadina ha un inestimabile patrimonio storico, dalla presenza di insediamenti risalenti al Neolitico, al periodo medievale, il primo “loco Rutiliano”, e della dinastia normanna che la trasformò in “castellum Rutiliani”.

E abbiamo trovato un’interpretazione sul nome originario di Rutigliano, cioè “rutilus” in latino che significa rosso, fulvo quindi città della terra rossa.
Molto probabilmente questo nome deriva dalla presenza nel terreno di frazioni di argilla.

E’ famosa per I Fischietti in terracotta di Rutigliano: la tradizionale attività figulina, pratica molto antica, oggi legata ai tegami di creta per la cottura di vivande, le “pignate”, e la produzione dei tipici “fischietti” in terracotta, finissime opere d’arte artigiana.

Non ci sono parole per sostenere la fantasia e le capacità degli artigiani nella fabbricazione e nella scelta delle figure rappresentate.

Tra le rappresentazioni più diffuse vi è il “gallo“: ogni 17 gennaio, per la festa di S. Antonio Abate, ogni ragazzo era solito regalare alla sua amata un cesto di frutta, simbolo dei prodotti della terra, con all’interno un fischietto a forma di gallo, simbolo di virilità. Una dichiarazione d’amore.

Be’ oggi inizia il Carnevale, e gli artigiani si divertono a fabbricare in terracotta i personaggi più in vista del paese e, quelli che hanno una certa autorità, una sorta di scherzo che fa il verso ai ruoli che ognuno abitualmente ricopre.

Ad essi è dedicata la tradizionale “Fiera del Fischietto in terracotta Città di Rutigliano” che si tiene appunto il 17 gennaio di ogni anno in occasione della festa di Sant’Antonio Abate, un concorso nazionale unico nel suo genere, che permette a tanti artisti di esibire le loro creazioni in argilla.

Le opere sono esposte nel Museo Civico del Fischietto in Terracotta “Domenico Divella”, dal 2004 allestito al primo piano di Palazzo San Domenico.

http://www.museodelfischietto.it/

 

Quest’anno potete seguire la festa attraverso i video realizzati dal museo che trovate in FB: https://www.facebook.com/museodelfischietto

Immagine di Bari 2022 Capitale Italiana della Cultura - Intervista Il Quotidiano di Bari

Bari 2022 Capitale Italiana della Cultura

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Bari 2022 Capitale Italiana della Cultura

Bari 2022 Capitale Italiana della Cultura

Le Comari di Puglia oggi in edicola su Il Quotidiano di Bari.
Arianna, la padrona di casa è stata intervistata sul ruolo delle guide turistiche per il titolo di #Bari a capitale italiana della cultura 2022.
Sarebbe un bel traguardo!
Nemmeno a farlo apposta, stamattina c’è stata l’audizione on line di Bari, il Comune e l’Assessorato alla Cultura presso la Commissione del Ministero dei Beni e Attività Culturali e del Turismo.
Domani spetta a #Taranto, roccaforte delle nostre visite guidate. Noi tifiamo anche per questa bellissima città e la sua identità culturale.
Questa intervista è l’occasione per parlare dei problemi che la pandemia ci ha creato nel 2020 ed anche quelli che ci saranno quest’anno: noi lavoriamo in sicurezza e continuiamo a proporre visite guidate per gli individuali e famiglie su diverse destinazioni della Puglia, solo che il numero dei turisti è molto basso.
E’ evidente che bisogna avere pazienza, e una guida turistica fra le sue competenze deve essere molto paziente.
Be’ si prospetta comunque un futuro positivo, appunto una boccata d’ossigeno come c’è scritto nell’articolo.
Perché se Bari o Taranto si aggiudicassero il titolo di Capitale Italiana della Cultura, il 2022 per noi guide turistiche e per tutto il settore turistico sarebbe una rinascita.
Infatti è proprio di questo che abbiamo bisogno: di ricominciare con nuove prospettive e obiettivi, partendo sempre dal territorio e dai suoi molteplici aspetti, storico, archeologico, artistico e delle tradizioni che la Puglia conserva, e dalla voglia di conoscere che i curiosi e i turisti hanno della nostra terra.
I progetti presentati hanno evidenziato tutto il patrimonio culturale e posti degli obiettivi: a Bari si sono chiamati Miracoli, dall’abitudine che si ha di invocare la presenza di S. Nicola e i suoi celebri miracoli quando si desidera qualcosa.
Per noi il miracolo è nel nostro lavoro, nell’affrontare nuove sfide e nuovi obiettivi. Con le nostre visite guidate nei centri storici, monumenti, musei, pinacoteche e….
Con le parole del giornalista Bruno Volpe facciamo a Bari, Taranto e alla Puglia i nostri migliori auguri per questa rinascita:
“Bisogna abbinare le bellezze del territorio alla conoscenza dei luoghi della cultura e dell’arte”.
Continuate a seguirci
La Befana vien di notte... Immagine della Befana vien di notte...e del calzino colorato

La Befana vien di notte…

Pubblicato Da : lecomari/ 59 0

La Befana vien di notte… e cosa porta nel suo calzino di lana colorato, caramelle, cioccolatini, torroncini e il carbone dolce

La Befana vien di notte…
con le scarpe tutte rotte,
scende giù per il camino…
e porta tanti doni nel calzino!

Se sei stato un bimbo buono
tutti dolci per te sono,
se sei stato birichino
troverai un bel carboncino.

Questa è la filastrocca, la Befana vien di notte… che i bambini ascoltano in famiglia il 6 gennaio.
E’ il giorno dell’Epifania, parola di origine greca che veniva usata per indicare la manifestazione, attraverso un segno, di una divinità.
Con l’avvento del cristianesimo la parola “epifania” comincia ad indicare la festa, risalente ad un periodo successivo al II secolo d.C., celebrata per commemorare le manifestazioni divine di Gesù Cristo: il Suo battesimo nel Giordano, l’adorazione da parte dei Magi e il primo miracolo a Cana.
In Occidente l’attuale festa dell’Epifania ricorda l’arrivo dei Magi a Betlemme, luogo di nascita di Gesù, e la loro adorazione del Bambino, ed è l’adorazione dei Magi.

Ma per noi è la Befana, figura di tradizione popolare, il suo nome è associato ad una vecchietta che porta i doni ai più piccoli.

La Befana vien di notte…
E cosa porta nel suo calzino di lana colorato, caramelle, cioccolatini, torroncini e per i bimbi più vivaci il carbone dolce

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Le Comari hanno preparato a casa il carbone dolce, è facilissimo

 

CARBONE DOLCE

250 g di zucchero semolato
50 g di acqua
50 g di zucchero a velo
2 cucchiai di albume
coloranti per alimenti

Porzioni per 6/8 persone

Preparare una ciotola rivestendola con carta da forno.
Intanto mettere zucchero semolato ed acqua in un pentolino, e lasciar cuocere finchè lo sciroppo arrivi ad ebollizione, di solito in 5 minuti.
Preparate lo zucchero a velo con l’albume montato a neve ed il colorante nero, fino ad ottenere l’intensita’ desiderata.
Appena lo sciroppo raggiunge la temperatura, versare l’impasto di zucchero a velo e albume, e ancora qualche goccia di colorante.
Magia, il composto comincerà a gonfiare, è bellissimo da vedere!

Versare subito nella ciotola preparata, far raffreddare ed asciugare qualche ora ed infine tagliarlo a pezzi.

E perchè non un carbone di colore rosa, lilla, verde o azzurro, brillanti come gli occhi dei bambini a cui lo regalerete

 

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Buon Natale con... Immagine del Buon Natale con...

Buon Natale con….

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Buon Natale con… Le Comari di Puglia vi augurano un sereno Natale

Buon Natale con…

Le Comari di Puglia vi augurano un Sereno Natale.
E gli auguri di Natale ve li mostriamo con un oggetto a noi molto caro, qualcosa che per ognuna di noi rappresenta lo stare insieme, la famiglia, e le emozioni provate ogni anno in questo periodo.
Allora, “Buon Natale con…”

 

Arianna, a Natale con la tovaglia di famiglia, presente da oltre 50 anni a tutti i pranzi e al cenone della vigilia di Natale. Da casa della nonna, a casa degli zii, del nonno, immancabile per sua madre. “E adesso è sulla mia tavola”. Ci fa compagnia, piccola e riposta abitudine che porta con sé tante emozioni.

Buon Natale con... Immagine della tovaglia di Natale a casa di Arianna
La tovaglia di Natale a casa di Arianna

 

Lucia, a Natale con una tazza decorata, ci fa colazione tutte le mattine. La tira fuori l’08 dicembre e l’accompagna fino al 06 gennaio.
Cioccolata, tè o tisana è un rito che racchiude in sé la compagnia e il calore del Natale. E adesso anche le figlie cominciano a farne uso.

Buon Natale con... Immagine della tazza di Natale a casa di Lucia
La tazza di Natale a casa di Lucia

 

Giuliana, a Natale con un centro tavola, fatto a mano e composto da 3 piccole case. È posizionato sulla tavola a casa dei suoi genitori ogni anno e riunisce un po’ tutti. Una presenza di cui non possono fare a meno: ogni tanto viene scomposto, e rifatto più o meno uguale.

Buon Natale con... Immagine del centro tavola a casa di Giuliana
Centro tavola a casa di Giuliana.

 

Katia, a Natale è con il presepe della sua infanzia. Sempre presente. Sua madre tutti gli anni addobba e prepara il presepe con le stesse statuine in terracotta. Ci ha raccontato che quando era piccola, giocava con le statuine cambiandogli di posto e il giorno dopo qualcuno rimetteva in ordine, fa parte della famiglia, non può mancare.

Buon Natale con... Immagine del presepe a casa di Katia
Il presepe a casa di Katia

 

Fabio, il Natale è con un regalo che sua madre gli faceva trovare sotto l’albero tutti gli anni, l’Almanacco del Calcio. Fabio sostiene che da bambino scandiva il tempo con i campionati di calcio. Questo regalo non era una sorpresa, eppure non vedeva l’ora di scartarlo e di imparare i risultati delle qualificazioni ai mondiali. I regali natalizi sono cambiati ora che è adulto, nonostante ciò gli almanacchi sono sempre a casa.

Buon Natale con... Immagine di Fabio e l'almanacco del calcio
Fabio e l’almanacco del calcio

 

Nathalìe, a Natale è con un alberello in legno che tutti gli anni lei adorna e aggiunge un oggetto che ha significato qualcosa. Un augurio, un modo per ricordarsi dei momenti più importanti trascorsi insieme, allo stesso tempo una presenza sulla tavola di casa. C’è anche un ciondolo con la Natività.

Buon Natale con... Immagine dell'alberello in legno a casa di Nathalìe
Alberello in legno a casa di Nathalìe

 

Samantha, a Natale è sempre con il vischio, la decorazione con le bacche rosse, a foglie verdi che a casa dei suoi genitori tutti gli anni è posizionata sul camino e nell’ingresso. Ha detto che senza: “Non è Natale”. Ed è un augurio per l’anno nuovo.

Buon Natale con... Immagine del vischio di Natale a casa di Samantha
Il vischio di Natale a casa di Samantha

 

Chiara, a Natale è con un addobbo natalizio ricamato a mano da una sua amica, molto brava. Un oggetto che custodisce già da molti anni.
Ha già cambiato casa 3 volte, e l’ha portato con sé in ognuna di queste. Una presenza, a cui si è affezionata.

Buon Natale con... Immagine del Buon Natale con...
Addobbo natalizio ricamato a mano a casa di Chiara

 

Buon Natale conLe Comari di Puglia

Il pumo pugliese. Immagine del pumo pugliese

Il pumo pugliese

Pubblicato Da : lecomari/ 142 0

Il pumo pugliese

Il pumo pugliese

Il tipico manufatto è un antico portafortuna e uno degli oggetti più rappresentativi dell’artigianato locale pugliese, anzi il più caratteristico.

A cosa si ispira? Nell’antica Roma la dea Pomona era la divinità dei frutti. Ed è proprio al suo culto che si ispira il pumo pugliese.

Questo oggetto, il cui nome deriva dal termine latino “pomum” (frutto), è noto per la sua forma simile ad un bocciolo racchiuso tra le foglie di acanto, di solito 3, a volte 4, e devono avere la punta rivolta verso l’esterno. Richiama la purezza, la capacità di rigenerarsi, la fecondità, la prosperità e la ricchezza.

Il significato di prosperità, fortuna e fecondità è di buon auspicio per tutti.
Ed è così che il pumo pugliese è diventato un oggetto beneaugurale, per la famiglia e per la casa: già le famiglie nobili pugliesi scelsero il pumo come elemento decorativo delle facciate dei loro palazzi, dei corrimani, delle ringhiere e delle balaustre di scale e balconi.
Talvolta personalizzavano i propri pumi con gli stemmi della famiglia.

Ancora oggi rappresenta il portafortuna per eccellenza della tradizione pugliese oltre che un grazioso ricordo di un viaggio in Puglia, purché, venga regalato o ricevuto in dono.
E per le stesse ragioni molti sposi scelgono il manufatto pugliese come bomboniera da donare ai propri invitati, per poter condividere con loro l’augurio di prosperità, fecondità e benessere che il pumo porta con sé.

Alle versioni più classiche, ricoperte di smalto bianco, rosso, verde, azzurro, e altri colori si affiancano creazioni più elaborate dalla superficie lavorata e rugosa come fosse una pigna. Tutte in ceramica

Le sue forme e la raffinatezza della lavorazione lo rendono adatto ad ogni occasione e ad ogni arredamento tanto che oggi il pumo è diventato un vero e proprio oggetto glamour apprezzato anche al di fuori dei confini della Puglia.

Le Comari hanno avuto in regalo un pumo rosso, colore natalizio

 

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San Nicola. Immagine di San Nicola

San Nicola

Pubblicato Da : lecomari/ 75 0

San Nicola, uno dei santi più venerati e amati al mondo

San Nicola si festeggia oggi 6 dicembre, uno dei santi più venerati ed amati al mondo.

San Nicola di Myra nacque intorno al 260 d.C. a Pàtara, importante città della Licia, oggi fa parte della vasta provincia di Antalya, in Turchia.
Divenne vescovo di Myra intorno al 300 d.C., c’era al Concilio di Nicea nel 325, e secondo la tradizione il nostro Santo morì intorno al 335 d. C. , il 6 dicembre

Quali le caratteristiche fondamentali, prima fra tutte quella di difensore dei deboli e di coloro che subiscono ingiustizie. San Nicola è anche il protettore delle fanciulle che si avviano al matrimonio, dei marinai, ma ancor più celebre quello sui bambini, riuscì a salvare 3 innocenti dalla decapitazione

Nel 1087 una spedizione navale partita dalla città di Bari si impadronì delle spoglie di San Nicola, che nel 1089 vennero definitivamente poste nella cripta della Basilica eretta in suo onore. Ed è così che si chiama oggi, San Nicola di Bari

Legata all’usanza dei pittori di raffigurare nelle icone e nei dipinti, agli angoli in alto il Cristo e la Vergine in atto di dare l’uno il vangelo l’altra la stola, è la leggenda dello schiaffo ad Ario. Secondo questa leggenda Nicola, durante il Concilio di Nicea, udendo le bestemmie di Ario che si ostinava a negare la divinità di Cristo, levò la destra e gli diede uno schiaffo. Essendo stata riferita la cosa a Costantino, l’imperatore ne ordinò la carcerazione, mentre i vescovi lo privavano dei paramenti episcopali. I carcerieri lo insultavano e uno di loro giunse anche a bruciargli la barba.

Durante la notte Nicola ebbe la visita di Cristo e della Madonna che gli diedero il vangelo, segno del magistero episcopale e la stola, segno del ministero sacramentale.
Quando andò per celebrare la messa, indotto da spirito di umiltà, Nicola evitò di indossare i paramenti vescovili, ma alle prime sue parole ecco scendere dal cielo la vergine con la stola e degli angeli con la mitra.
Ed appena terminata la celebrazione ecco rispuntargli folta la barba che la notte precedente i carcerieri gli avevano bruciata.

 

San Nicola. Immagine di San Nicola e i miracoli
San Nicola

 

Auguriamo a tutte le persone che portano questo nome una felice ricorrenza

 

http://www.basilicasannicola.it/page.php?id_cat=2

 

 

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Immagine di Wiki Loves Monuments Italia: ecco i vincitori. Mareggiata _ Polignano a mare

Wiki Loves Monuments Italia: ecco i vincitori

Pubblicato Da : lecomari/ 137 0

Wiki Loves Monuments Italia: ecco i vincitori. Il podio è tutto pugliese

Wiki Loves Monuments Italia: ecco i vincitori

Per la nona edizione del Wiki Loves Monuments Italia, il più grande concorso fotografico del mondo, organizzato da Wikimedia Italia, il podio è tutto pugliese

1) Mareggiata _ Polignano a mare di Nicola Abbrescia
2) Brindisi _ Teatro Verdi particolare della facciata di Gabriele Costetti
3) Tutto Rosa _ Lesina Oasi dei fenicotteri in provincia di Foggia di Alberto Busini

La giuria nazionale, composta da fotografi professionisti ed esperti della comunità di Wikimedia Italia, ha incoronato
al primo posto Mareggiata Polignano a mare, scatto di Nicola Abbrescia che immortala Cala Porto, durante una mareggiata in inverno, stagione poco usuale per le foto a Polignano. L’ immagine valorizza l’esuberanza della natura esplosiva in contrasto con il piccolo borgo di Polignano a ridosso della scogliera.
Ma allo stesso tempo in equilibrio

Immagine di Wiki Loves Monuments Italia: ecco i vincitori. Mareggiata _ Polignano a mare
Wiki Loves Monuments Italia: ecco i vincitori.
Mareggiata _ Polignano a mare

 

Al secondo posto Gabriele Costetti con Brindisi _Teatro Verdi, veduta esterna del teatro comunale.
Foto in bianco e nero che sottolinea con eleganza il contrasto fra la struttura architettonica moderna e verticale del teatro e le rovine archeologiche antistanti.
E’ l’insieme fra passato e presente della città di Brindisi

Immagine di Wiki Loves Monuments Italia, Brindisi_Teatro Verdi_ particolare della facciata
Brindisi _Teatro Verdi particolare della facciata
Wiki Loves Monuments Italia

 

Il terzo posto va ad Alberto Busini che con Tutto rosa mostra l’oasi dei fenicotteri di Lesina, in provincia di Foggia.
Questa immagine dall’atmosfera incantata ci fa sognare, come in una fiaba, ma che nelle sfumature della nebbia, ci fa guardare oltre, in lontananza.

Immagine di Wki Loves Monuments Italia: Tutto Rosa _ Lesina Oasi dei Fenicotteri (Foggia)
Tutto Rosa _ Lesina Oasi dei fenicotteri (Foggia) Wiki Loves Monuments Italia

 

Il concorso, diventato fra i più importanti del web, ha un obiettivo ambizioso: mostrare i migliori 10 scatti da ammirare e riutilizzare nel web per la bellezza del patrimonio artistico e paesaggistico italiano.
E quello di raccogliere immagini di monumenti per documentare il patrimonio storico e culturale di ogni nazione e illustrare le pagine di Wikipedia.

Il prossimo passo per le 10 foto vincitrici è previsto per gennaio, quando la giuria internazionale di Wiki Loves Monuments eleggerà lo scatto più bello a livello mondiale, scelto tra le migliori raccolte in tutti i Paesi partecipanti alla competizione.

 

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La Festa di San Martino, vino novello e castagne. Immagine della Festa di San Martino, vino novello e castagne

La Festa di San Martino

Pubblicato Da : lecomari/ 176 0

La Festa di San Martino, vino novello e castagne

La Festa di San Martino

L’11 novembre è la Festa di San Martino, che celebra, per tradizione, San Martino ed è anche la festa del vino novello.

La Festa di San Martino celebra la generosità di un santo, prima soldato valoroso di origine ungherese, motivo per cui la festa è molto presente in Ungheria, poi eremita in Francia e infine Vescovo di Tours, motivo per cui si celebra in Francia.

Naturalmente, si festeggia anche in Italia, in diverse regioni, e in Puglia
Sappiamo che ha donato metà del suo mantello e dei suoi viveri ad un povero ricevendo in premio la così detta “Estate di San Martino”, cioè quei 2-3 giorni di metà novembre spesso più caldi.

Le tradizioni cristiane facevano iniziare a metà novembre il periodo di digiuno e penitenza antecedenti il Natale e, dal momento che in questo periodo era necessario svuotare le botti per il vino nuovo, ecco che i contadini approfittavano di due giorni per godere dei prodotti della terra e terminare tutto il vino dell’anno precedente, condividendo momenti di gioia.

Altro regalo dal cielo: il mosto che diventa vino. La Festa di San Martino celebra il vino novello

Il vino novello è innanzitutto il vino nuovo, fresco di vendemmia, giovane di produzione e stagionale.
Infatti, si preferisce consumarlo entro la fine dell’anno della stessa vendemmia, per apprezzare appieno tutte le sue caratteristiche.
È un vino facile e beverino, dal colore rosso vivace, acceso, con sfumature violacee che rivelano la giovane età. Al gusto è quindi fresco, giovane e fragrante
Per tradizione, il vino novello si lega alla cucina autunnale. Per la Festa di San Martino
Predilige i frutti che la terra offre in questa coloratissima stagione, come caldarroste e i funghi

Tutto ciò che è tipico sono il sedano, le rape stufate con la cipolla, gli involtini di interiora di agnello o capretto, i funghi

E le caldarroste, le castagne arrostite sul fuoco bevendo vino

Provate, è tutto veramente buono!!!

 

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