I confetti pugliesi. Immagine de i confetti pugliesi

I confetti pugliesi

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I confetti pugliesi, sono di Andria. Piccolo dolce delizioso fatto con mandorle o nocciole rivestito da uno strato di zucchero dai variopinti colori

I confetti pugliesi, sono di Andria, una vera bontà!

I confetti sono un piccolo dolce a forma ovale con all’interno una mandorla o nocciola rivestito di uno strato di zucchero.
Molto antichi, risalenti all’epoca romana, erano rivestiti di miele.
A partire dal 1500, con l’importazione dello zucchero, la fabbricazione è diventata quella che abbiamo ancora oggi.

L’uso dei confetti è legato ad occasioni speciali, quali la nascita dei bambini, la celebrazione del matrimonio, con la bomboniera è immancabile, e i compleanni fin dall’infanzia. Sono offerti, anche per la festa di laurea, e l’inaugurazione di una nuova casa.
Simbolo di fortuna e prosperità.

I confetti pugliesi si fanno ad Andria, la città di Castel del Monte, una produzione locale fra le più raccomandate ed è unica sul nostro territorio.

In particolar modo, va menzionata l’antica fabbrica di Andria, Mucci, la quale produce questi dolci dal 1894, per opera di Nicola Mucci, la cui ditta è stata la fornitrice di confetti per le nozze reali del principe Umberto di Savoia con la principessa Maria José del Belgio.

Ad Andria, in pieno centro storico, nello stesso luogo della confetteria, è stato allestito il Museo del Confetto, in memoria di Giovanni Mucci, riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e compreso fra i Locali Storici d’Italia.
Nel museo si spiega la storia e l’arte di questo antico dolce con utensili, documenti, caramelle e cioccolato. https://www.museodelconfetto.it/

Sono famosi i confetti classici bianchi con la mandorla, e i confetti con la nocciola, delle sfere deliziose ricoperte di cioccolato bianco o fondente, velate da un sottile strato di confettatura colorato, come le vedete in foto.

Le mandorle che provengono dalla Puglia, sono le mandorle di Toritto, in provincia di Bari, una vera eccellenza.

Mandorla di Toritto. Immagine de I confetti pugliesi, la mandorla di Toritto

 

E le nocciole dal Piemonte, croccanti e gustose.

Nocciola del Piemonte. Immagine de i confetti pugliesi, la nocciola del Piemonte

 

I confetti possono essere di vari colori e ciascun colore, quando è offerto durante un’occasione, è appropriato per la festa che si intende festeggiare.
Azzurro, rosa, bianco, rosso per la festa di laurea, oro e argento per i rispettivi anniversari di nozze. Variopinti per la festa di compleanno.

Una specialità di questa fabbrica, dal cuore tenero sono i “Tenerelli Mucci”, una vera delizia che bisogna assaggiare.
Le Comari ne sono ghiotte! Uno tira l’altro, provate                         https://www.muccigiovanni.it/prodotti/

 

 


https://museimpresa.com/associati/museo-del-confetto-equotgiovanni-mucciequot/

 

La Befana vien di notte... Immagine della Befana vien di notte...e del calzino colorato

La Befana vien di notte…

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La Befana vien di notte… e cosa porta nel suo calzino di lana colorato, caramelle, cioccolatini, torroncini e il carbone dolce

La Befana vien di notte…
con le scarpe tutte rotte,
scende giù per il camino…
e porta tanti doni nel calzino!

Se sei stato un bimbo buono
tutti dolci per te sono,
se sei stato birichino
troverai un bel carboncino.

Questa è la filastrocca, la Befana vien di notte… che i bambini ascoltano in famiglia il 6 gennaio.
E’ il giorno dell’Epifania, parola di origine greca che veniva usata per indicare la manifestazione, attraverso un segno, di una divinità.
Con l’avvento del cristianesimo la parola “epifania” comincia ad indicare la festa, risalente ad un periodo successivo al II secolo d.C., celebrata per commemorare le manifestazioni divine di Gesù Cristo: il Suo battesimo nel Giordano, l’adorazione da parte dei Magi e il primo miracolo a Cana.
In Occidente l’attuale festa dell’Epifania ricorda l’arrivo dei Magi a Betlemme, luogo di nascita di Gesù, e la loro adorazione del Bambino, ed è l’adorazione dei Magi.

Ma per noi è la Befana, figura di tradizione popolare, il suo nome è associato ad una vecchietta che porta i doni ai più piccoli.

La Befana vien di notte…
E cosa porta nel suo calzino di lana colorato, caramelle, cioccolatini, torroncini e per i bimbi più vivaci il carbone dolce

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Le Comari hanno preparato a casa il carbone dolce, è facilissimo

 

CARBONE DOLCE

250 g di zucchero semolato
50 g di acqua
50 g di zucchero a velo
2 cucchiai di albume
coloranti per alimenti

Porzioni per 6/8 persone

Preparare una ciotola rivestendola con carta da forno.
Intanto mettere zucchero semolato ed acqua in un pentolino, e lasciar cuocere finchè lo sciroppo arrivi ad ebollizione, di solito in 5 minuti.
Preparate lo zucchero a velo con l’albume montato a neve ed il colorante nero, fino ad ottenere l’intensita’ desiderata.
Appena lo sciroppo raggiunge la temperatura, versare l’impasto di zucchero a velo e albume, e ancora qualche goccia di colorante.
Magia, il composto comincerà a gonfiare, è bellissimo da vedere!

Versare subito nella ciotola preparata, far raffreddare ed asciugare qualche ora ed infine tagliarlo a pezzi.

E perchè non un carbone di colore rosa, lilla, verde o azzurro, brillanti come gli occhi dei bambini a cui lo regalerete

 

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La Festa di San Martino, vino novello e castagne. Immagine della Festa di San Martino, vino novello e castagne

La Festa di San Martino

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La Festa di San Martino, vino novello e castagne

La Festa di San Martino

L’11 novembre è la Festa di San Martino, che celebra, per tradizione, San Martino ed è anche la festa del vino novello.

La Festa di San Martino celebra la generosità di un santo, prima soldato valoroso di origine ungherese, motivo per cui la festa è molto presente in Ungheria, poi eremita in Francia e infine Vescovo di Tours, motivo per cui si celebra in Francia.

Naturalmente, si festeggia anche in Italia, in diverse regioni, e in Puglia
Sappiamo che ha donato metà del suo mantello e dei suoi viveri ad un povero ricevendo in premio la così detta “Estate di San Martino”, cioè quei 2-3 giorni di metà novembre spesso più caldi.

Le tradizioni cristiane facevano iniziare a metà novembre il periodo di digiuno e penitenza antecedenti il Natale e, dal momento che in questo periodo era necessario svuotare le botti per il vino nuovo, ecco che i contadini approfittavano di due giorni per godere dei prodotti della terra e terminare tutto il vino dell’anno precedente, condividendo momenti di gioia.

Altro regalo dal cielo: il mosto che diventa vino. La Festa di San Martino celebra il vino novello

Il vino novello è innanzitutto il vino nuovo, fresco di vendemmia, giovane di produzione e stagionale.
Infatti, si preferisce consumarlo entro la fine dell’anno della stessa vendemmia, per apprezzare appieno tutte le sue caratteristiche.
È un vino facile e beverino, dal colore rosso vivace, acceso, con sfumature violacee che rivelano la giovane età. Al gusto è quindi fresco, giovane e fragrante
Per tradizione, il vino novello si lega alla cucina autunnale. Per la Festa di San Martino
Predilige i frutti che la terra offre in questa coloratissima stagione, come caldarroste e i funghi

Tutto ciò che è tipico sono il sedano, le rape stufate con la cipolla, gli involtini di interiora di agnello o capretto, i funghi

E le caldarroste, le castagne arrostite sul fuoco bevendo vino

Provate, è tutto veramente buono!!!

 

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L'olio d'oliva. Immagine dell'olio d'oliva

L’olio d’oliva e la Puglia

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L’olio d’oliva e la Puglia. Ogni goccia d’olio d’oliva per noi Pugliesi è preziosa

L’olio d’oliva e la Puglia

L’olio d’oliva e gli ulivi secolari della Puglia sono l’argomento più diffuso, e noi vogliamo parlarne in questo mese di ottobre, quando comincia la raccolta delle olive.  Ogni goccia d’olio per noi Pugliesi è preziosa e racchiude in sé tutto un mondo di saperi e sapori unico e inimitabile.

Questa pianta ha numerose proprietà e dato numerosi doni all’uomo per restare in buona salute. La Puglia è coperta quasi per la metà da alberi di ulivo e da questi alberi che ricaviamo l’olio d’oliva, definito “l’oro della Puglia”. Tra i nostri, l’olio che al vostro palato è più gradito:
l’olio dal fruttato verde di oliva con gusto dolce o l’olio dal fruttato deciso e intenso, per il palato dei veri intenditori, lievemente piccante e amarognolo che pizzica in gola.
Da nord della Puglia sino all’estremità del tacco d’Italia, nel Salento, sono tante le estensioni di oliveti, proviamo a farvi conoscere il migliore:
l’olio extravergine d’oliva

1) L’olio extravergine di oliva Dauno DOP viene prodotto nell’intero territorio della Provincia di Foggia e viene prodotto per il 70% da diverse varietà di olive come la Peranzana, la Coratina, l’Ogliarola, la Garganica, la Rotondella. Comprende quattro categorie di olio: il Dauno Gargano, il Dauno Sub Appennino, il Dauno Basso Tavoliere e il Dauno Alto Tavoliere l’olio dal fruttato netto di oliva con gusto dolce, armonico e con buon profumo floreale.
2) L’olio extravergine di oliva Terra di Bari DOP è un olio extravergine di oliva prodotto nella Provincia di Bari e si ottiene da diverse varietà di olive tra le quali la Coratina, la Cima di Bitonto, la Cima di Mola. Comprende l’Olio di Castel del Monte, di Bitonto, Murgia dei Trulli e delle Grotte.
3) L’olio extravergine di oliva Collina di Brindisi DOP, è prodotto nel territorio della provincia di Brindisi e nei comuni di Carovigno, Ceglie, Messapica, Cisternino, Fasano, Ostuni, San Michele Salentino, San Vito dei Normanni e Villa Castelli. Le olive che lo producono sono per il 70% circa l’Ogliarola, la Cellina di Nardò, la Coratina, il Frantoio, il Leccino
4) L’olio extravergine di oliva Terra D’Otranto DOP è un olio extravergine prodotto nell’intero territorio amministrativo della Provincia di Lecce e molti comuni della Provincia di Taranto. Si ottiene da diverse varietà di olive come la Cellina di Nardò e Ogliarola per almeno il 60%

 

Provate a far cadere una goccia di olio su una fetta di pane casereccio appena sfornato, la fine del mondo!

 

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Fioroni & Prosciutto. Immagine dei Fioroni & Prosciutto

Fioroni & Prosciutto

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Fioroni & Prosciutto, una delle delizie pugliesi. L’antipasto tipico del periodo fra giugno e luglio:

FIORONI & PROSCIUTTO

Fioroni & prosciutto, una delle delizie pugliesi, è un antipasto di stagione che in Puglia è molto presente a tavola: una delizia per il palato e una goduria per gli occhi: il fiorone, tipico prodotto del Sud Italia e della Puglia in particolare, cresce nelle campagne proprio a giugno e luglio, si comincia verso la metà del mese di giugno.

Dal colore nero, verde e giallo, dalla polpa carnosa e dal gusto dolce. Un meraviglioso frutto dalle straordinarie proprietà nutrizionali, conosciuto e apprezzato già migliaia di anni fa. Questo eccezionale frutto matura in tre differenti periodi, a seconda della varietà.

Infatti, distinguiamo tra i fioroni, prodotti dalle gemme dell’anno precedente e che maturano nei mesi di giugno e luglio, i fichi veri, che maturano da agosto a settembre e i fichi tardivi, che maturano in autunno.

I fichi li mangiamo freschi da maggio a settembre, e secchi nelle stagioni fredde.

Il Fiorone di Fasano – Torre Canne è iscritto da qualche tempo nei “Prodotti tipici e tradizionali di Puglia”. La zona tipica di produzione è localizzata nel territorio di Fasano; la tradizione contadina prevede che i fioroni raccolti vengano sistemati in cassette di legno rivestite con le stesse foglie del fico tipologia “Petrelli”, una tipologia di fico che necessita di un clima caldo.

Le Comari sono già da una settimana che li hanno a tavola e andrà avanti ancora per un po’

 

RICETTA

8 Fioroni

8 Fette di prosciutto crudo

PREPARAZIONE

Lavare i fioroni, asciugarli bene, tagliare una parte del picciolo e poi con un coltello ben affilato inciderli a croce senza arrivare in fondo.

Adagiare i fioroni su di un piatto e aprirli.

Prendere una fetta di prosciutto crudo piegarla in due nel senso della lunghezza.

Adagiarla al centro del frutto.

Proseguire così fino alla fine degli ingredienti.

Si possono servire accompagnati da un calice di vino bianco o prosecco.

 

INFO & PRENOTAZIONI:

TEL: +393402671389

Scrivere a info@lecomaridpuglia.eu

 

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La Ciliegia "Ferrovia". Immagine di ciliegia "Ferrovia"

La Ciliegia “Ferrovia”

Pubblicato Da : lecomari/ 294 0

La Ciliegia “Ferrovia”, è arrivato il tempo di gustarla. Ha colore rosso vermiglio intenso, al sapore è croccante, dolce e succosa.
Ed ha la forma a cuore.

La Ciliegia “Ferrovia”, è arrivato il tempo di gustarla

La Ciliegia “Ferrovia” ha colore rosso vermiglio intenso, al sapore è croccante, dolce e succosa, molto zuccherino.
La Ciliegia “Ferrovia” ha forma a cuore, ed è proprio squisita. Noi di solito diciamo: “una tira l’altra”

Il ciliegio dolce è molto noto in Italia, una delle sue cultivar più diffuse è la Ciliegia “Ferrovia”, coltivata in Puglia.

La sua coltivazione si è diffusa su gran parte del territorio sud orientale di Bari, nei paesi di Turi, e Conversano che oggi sono i principali produttori in Italia della ciliegia Ferrovia.

La superficie coltivata nel solo paese di Turi risulta essere di circa 3700 ettari che consentono di mantenere una produzione annua di circa 100.000 quintali, pari a 1/6 della produzione nazionale.

Il nome “Ferrovia” si deve al fatto che il primo albero nacque da un nocciolo di ciliegie vicino al binario ferroviario delle Ferrovie Sud-Est intorno al 1935; un’altra leggenda attribuisce il nome al mezzo di trasporto per il commercio, tra la fine degli anni ’40 e l’inizio degli anni ’50, quando il trasporto non è stato più gestito con i carri ma con la ferrovia e quindi, con il treno.

La maturazione delle ciliegie si ha, solitamente, nel mese di maggio. La ciliegia “Ferrovia”, invece, ha una maturazione compresa tra la prima e la seconda decade di giugno, insomma è l’inizio dell’estate

Il suo sapore è intenso, tanto da renderla la preferita per la distribuzione alimentare. La raccolta è manuale, proprio per questo motivo il prodotto è destinato alla tavola. Ed è possibile mantenerla fresca per parecchi giorni.

A giugno, in piena raccolta, a Turi (BA) si organizza la Sagra della Ciliegia Ferrovia, e a Conversano la Festa delle Ciliegie
È un appuntamento fra i più attesi per gustare l’Oro Rosso di Puglia.

 

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I Fiori di zucchina. Immagine dei fiori di zucchina

I fiori di zucchina

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Un ingrediente della cucina contadina pugliese, semplice, delicato e sfizioso sono i Fiori di Zucchina dal colore giallo/arancio

Un ingrediente della cucina contadina pugliese, semplice, delicato e sfizioso sono i Fiori di Zucchina.

I teneri e deliziosi fiori di zucchina si trovano tra la primavera e l’estate, detti anche fiori di zucca, crescono sulla sommità della zucchina verde, hanno un bel colore giallo/arancio acceso. La forma tipica è quella ad imbuto e di fatto rende questi fiori ancora più peculiari e riconoscibili. Molto apprezzati, sono presenti sulle tavole perché piacciono a tutti. Dalla cucina semplice delle nonne, i fiori di zucchina sono arrivati fino ai nostri giorni, si possono cucinare e condire in vari modi.

Quella che vi proponiamo è un grande classico. Si tratta della frittata ai fiori di zucchina, una ricetta facile e veloce da preparare. Un secondo piatto perfetto per i pranzi in famiglia e da portare con sé durante i picnic e le gite fuori porta.

FRITTATA AI FIORI DI ZUCCHINA x 4 PORZIONI

INGREDIENTI

  • 6 uova
  • 24 fiori di zucchina
  • 40 g di Pecorino o Parmigiano Reggiano grattugiato
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe nero 

Preparare la frittata ai fiori di zucchina è molto semplice. Mondate i fiori di zucchina, eliminate i gambi e i pistilli, sciacquateli, asciugateli e tagliateli a striscioline.

Scaldate 4 cucchiai di olio in una padella antiaderente, unite i fiori di zucchina e una presa di sale e cuoceteli per un minuto.

Rompete le uova in una ciotola, unite una presa di sale, una macinata di pepe e il formaggio e sbattetele leggermente.

Aggiungete le uova e cuocete la frittata a fiamma bassa per 10 minuti. Giratela, proseguite la cottura per un altro minuto.

Servite la frittata ai fiori di zucchina subito, mangiarla calda è proprio squisita

In questo periodo la preparano anche le Comari questa frittata ai fiori di zucchina, e per i bambini la mettono nel panino.

 

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Il Rosolio Pugliese. Immagine del Rosolio Pugliese a base di erbe aromatiche

Il Rosolio pugliese

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Il Rosolio pugliese è il liquore preparato con erbe aromatiche, alcol e zucchero, dal sapore esclusivo e dal profumo intenso

Il Rosolio pugliese è il liquore preparato con erbe aromatiche, alcol e zucchero: sa inondare i sensi di una nube magica fatta di sapori esclusivi e profumi intensi. 

Il Rosolio pugliese è un rito importante del pasto: rappresenta anche un momento per rilassarsi, fermarsi a dire quattro chiacchiere con i commensali, per riposarsi dalle “fatiche” del pasto e aiuta la digestione. Qui è chiamato è anche “ammazza caffè”.

Il rosolio, il cui nome deriva da ros solis, ossia, “rugiada del sole”, ha origini antiche, risalenti al periodo che va tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700, momento in cui entra in commercio lo zucchero raffinato.

Il rosolio pugliese classico deriva dalla macerazione ed infusione alcolica di petali di rosa, mentre oggi vengono prodotti innumerevoli tipi di rosoli, utilizzando erbe aromatiche o frutta. In Italia meridionale crescono piante selvatiche come salvia, limone, alloro, basilico, malva e finocchio selvatico. Altre alternative sono rappresentate da gelso rosso, visciole e fichi d’India.
È proprio nel cuore della Puglia che sono nati alcuni tra i migliori liquori e rosoli della zona.
Per la conservazione non vengono utilizzati né conservanti chimici né coloranti, il prodotto viene preservato nel tempo e conserva tutto il profumo e il gusto intenso che lo caratterizza.

Le Comari hanno in dispensa quello a base di erbe, specialità che si può trovare a Bari vecchia, molto apprezzato in famiglia. 

 

Vogliono darvi qualche consiglio su come preparare da casa uno dei rosoli pugliesi più tipici: Il rosolio a base di foglie d’alloro

INGREDIENTI: 30 foglie di alloro fresche, 1/2 litro di alcol a 95°, 750 ml di acqua, 300 gr di zucchero. Da servire freddo

PREPARAZIONE: Lavate ed asciugate bene le foglie di alloro una alla volta.
Versate l’alcol in un contenitore grande in vetro, unite le foglie di alloro, chiudete con il coperchio e lasciate in infusione, al buio, per almeno 15 giorni. Finito il tempo di infusione in una casseruola unite lo zucchero e l’acqua.

Fate bollire a fuoco medio fin quando lo zucchero non si sarà completamente sciolto e l’acqua non sarà tornata limpida, lasciate raffreddare completamente. Filtrate l’infuso di alloro, unitelo allo sciroppo e mescolate un istante.

Aiutandovi con un mestolo ed un imbuto versate il liquore all’alloro in bottiglie in vetro, tappate e lasciate riposare per almeno un mese prima di consumarlo. Da servire freddo

Il risultato varrà l’attesa statene certi.

 

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Taralli, che passione!

Pubblicato Da : lecomari/ 309 0

Taralli che passione! Uno snack veramente gustoso e uno tira l’altro

TARALLI, CHE PASSIONE!

In Puglia c’è qualcosa che troverete sempre, i Taralli: a tavola serviti con il pane, uno snack per stuzzicare durante la giornata e naturalmente insieme al vino, per l’aperitivo più tradizionale, in dialetto Taralluzz’ e mir’ – taralli e vino –
Ce ne sono di svariate forme e diversi gusti, ma i più famosi sono quelli piccoli, tondi e croccanti.
Sono di una semplicità tale che chiunque può prepararli a casa.
Noi consigliamo quelli classici, croccanti con semi di finocchio che accompagnano un piatto di salumi e formaggi tipici.

Uno tira l’altro….

 
Provate con la nostra ricetta!

Ricetta per 1 kg di taralli

500 grammi di farina 00

120 gr di olio di oliva

180 gr di vino bianco

1 cucchiaio colmo di sale

semi di finocchio o altre spezie a piacere

 

Impastare tutti gli ingredienti fino ad ottenere una pasta elastica ed omogenea, lasciarla riposare coperta da un tovagliolo. Formare dei bastoncini della grossezza di un mignolo e della larghezza di 8-10 cm e poi richiuderli su stessi sovrapponendo le 2 estremità, schiacciandoli col dito in modo da sigillarli.

Posizionarli sulla piastra del forno uno vicino all’altro e infornare nel forno già caldo a 200° per 15 minuti circa fino a quando saranno dorati

 

L’occhio di St…..Catald

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Le cozze di Taranto sono deliziose; provate a metterle in una pentola per aprire le valve e aggiungendo olio, prezzemolo, aglio, un po’ di vino bianco e molto pepe e il sapore del mare non lo dimenticherete più

Le cozze di Taranto sono deliziose e lo sanno bene.

Qual è il segreto di questa prelibatezza? Cerchiamo di considerare alcune storie medievali passate da ogni generazione, potremmo affermare che quei frutti di mare sono davvero sani grazie al santo patrono della città, st. ….. Catald.

Dicono che una volta ha deciso di buttare il suo anello nel mare e che questo anello ha scavato un buco nel fondo del mare, così chiamato ” St. L’ occhio di catald “, da cui l’acqua di primavera ha iniziato a farsi notare.

Forse questo episodio è stato raccontato con devozione durante il medioevo, ma ciò che è vero in realtà da un punto di vista scientifico è che ci sono, in fondo al golfo di Taranto, un sacco di “Citrici”, ovvero quei buchi di cui stiamo parlando.
Il mix di acqua salata e fresca ha creato un equilibrio che è una condizione perfetta per quelle deliziose bivalve.

Provate a metterle in una pentola per aprire le valve dopo avere ben pulito l’esterno per pochi minuti, in seguito alla loro apertura aggiungete olio, prezzemolo, aglio, un po’ di vino bianco e molto pepe. Il sapore del mare non lo dimenticherete più