L’occhio di St…..Catald

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Le cozze di Taranto sono deliziose; provate a metterle in una pentola per aprire le valve e aggiungendo olio, prezzemolo, aglio, un po’ di vino bianco e molto pepe e il sapore del mare non lo dimenticherete più

Le cozze di Taranto sono deliziose e lo sanno bene.

Qual è il segreto di questa prelibatezza? Cerchiamo di considerare alcune storie medievali passate da ogni generazione, potremmo affermare che quei frutti di mare sono davvero sani grazie al santo patrono della città, st. ….. Catald.

Dicono che una volta ha deciso di buttare il suo anello nel mare e che questo anello ha scavato un buco nel fondo del mare, così chiamato ” St. L’ occhio di catald “, da cui l’acqua di primavera ha iniziato a farsi notare.

Forse questo episodio è stato raccontato con devozione durante il medioevo, ma ciò che è vero in realtà da un punto di vista scientifico è che ci sono, in fondo al golfo di Taranto, un sacco di “Citrici”, ovvero quei buchi di cui stiamo parlando.
Il mix di acqua salata e fresca ha creato un equilibrio che è una condizione perfetta per quelle deliziose bivalve.

Provate a metterle in una pentola per aprire le valve dopo avere ben pulito l’esterno per pochi minuti, in seguito alla loro apertura aggiungete olio, prezzemolo, aglio, un po’ di vino bianco e molto pepe. Il sapore del mare non lo dimenticherete più

Trulli Tales – Le avventure dei Trullaleri

Pubblicato Da : lecomari/ 104 0

Che bello!     Come in una fiaba…

AEROPORTI di PUGLIA for KIDS

… “a tutti i bimbi in partenza dagli Aeroporti di #Bari e #Brindisi sarà consegnato il libricino dei “Trullalleri”, i simpatici protagonisti della serie televisiva “Trulli Tales”, nata in #Puglia e divenuta un successo di fama Mondiale. 

Vogliamo lasciare ai bimbi un bel ricordo della Puglia, quel posto magico con le case a cono che esiste veramente”.

 

I Trullaleri, cartoon della Disney, sono Il talentuoso Ring, l’irrefrenabile Zip, la dolce Stella e Sun la prima della classe, entrate nella scuola di cucina di  nonna Trulla e riuscirete a comporre le ricette più buone e a divertirvi un mondo.

https://youtu.be/oxVjdR_7xHc

 

 

 

 

TIELLA BARESE

Pubblicato Da : lecomari/ 339 0

TIELLA BARESE
Piatto tipico barese a base di riso, patate & cozze cotto al forno, è presente su tutte le tavole pugliesI soprattutto in estate.
Il nome Tiella proviene dal dialetto “tieed”, che è il tegame nel quale la si cucina.
Si insaporisce con olio, cipolla, pomodori, un po’ di pecorino, prezzemolo e pepe.
A Bari si mette anche la checòzze, la zucchina così la tiella durante la cottura resta umida.

Gli ingredienti si posizionano a strati a cominciare dalle patate, tagliate a fette sottili, le cozze crude con mezza valva e il riso.

Si consiglia un po’ di pecorino romano che è più gustoso, una manciata di pan grattato per ottenere una gratinatura superficiale croccante e dorata.

Semplice e gustosa!

http://www.lecomaridipuglia.it/contact/

Delizie pugliesi

Pubblicato Da : redazione/ 368 0

Dedicheremo un blog alle delizie e alla cucina pugliesi.

Un territorio ricco di prodotti tipici e di piatti tradizionali: cominciamo dal Pane.

Si tratta di un prodotto da forno con caratteristiche molto particolari, legate soprattutto alle materie prime utilizzate, alla lievitazione e alla cottura, nei forni in pietra con legna da ardere, al di sopra di apposite tavole di legno. La prima fase avviene a forno aperto, chiudendo le bocche dei forni solo quindici minuti dopo, per riaprirle nella parte finale della cottura, garantendo così l’evaporazione dell’umidità .

La semola rimacinata di grano duro è ricavata dalle varietà di grano coltivate e raccolte nei territori dell’Alta Murgia.

Nel territorio dell’Alta Murgia significa Altamura, Gravina di Puglia, Poggiorsini, Minervino Murge e Spinazzola.

Per noi resta il PANE di ALTAMURA, una crosta compatta e croccante, con all’interno della mollica soffice di colore giallo paglierino e la tipica forma “a cappidde de prèvete”, letteralmente a cappello di prete.

Con un filo di olio d’oliva, pomodorini e un pizzico di sale è eccezionale!

Noi consigliamo verdure e ortaggi come zucchine, melanzane e cipolla sul pane grigliato

IL BENEDETTO (ù benedìtte)

Pubblicato Da : redazione/ 327 0

Il Benedetto è una pietanza tradizionale del giorno di Pasqua.
E’ un antipasto, che viene servito come prima pietanza.

Prima di dare inizio al pasto, la tradizione vuole che il capofamiglia compia un piccolo rito, intigendo un rametto di ulivo (quello della precedente domenica delle Palme) nell’acqua santa dopo aver assistito alla Santa Messa della mattina di Pasqua e aspergendo i piatti.

Da qui il nome di questo piatto della tradizione.
Si prepara in un largo vassoio con fettine di soppressata, uova sode tagliate a fette, formaggio fresco, di solto la ricotta, le fettine di arance tagliate con la buccia, olive e taralli. A Bari non possono mancare i carciofi fritti.

Una tradizione, un’abitudine della cucina barese e un rito durante le feste religiosi pasquali tanto che a Bari lo si prepara anche il giorno delle Palme:  appena arrivano in casa i familiari si chiede: ” si fatt ù benedìtte”? Non iè Pasqua senza, eh!

Buona Pasqua a tutti

 

 

 

“CANDE’ ALL’OVE” – IL CANTO ALLE UOVA

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La tradizione vuole che la notte del Sabato Santo partivano di buon’ora squadre di suonatori composte da un paio di persone, un cantore e un musicista o più musicisti fino a dieci persone, tutti maschi. A piedi o sui carri trainati da animali.

Giunti nella prima masseria essi intonavano  “Il Canto alle Uova” ai massari (candè all’ove)

Gli strumenti musicali che accompagnavano il canto variavano tra fisarmonica, organetto, chitarra, chitarra battente, tamburelli, cupa cupa, triccheballacche e nacchere. Si cantava fino a quando i massari uscivano di casa. Così loro si affacciavano all’uscio con numerose uova in mano da porre nel cesto che l’incaricato del gruppo portava con sé.

Poi seguiva un pasto da consumare insieme che la massara aveva preparato imbandendo una tavola in casa con salumi, formaggi, frittate e altre primizie di stagione. Talvolta si ballava la pizzica se i massari avevano tempo, anche la pizzica scherma che veniva interpretata da due uomini. Finita la suonata, la squadra di suonatori si congedava e si incamminava verso altre masserie.

Ad Alberobello e nei paesi limitrofi, la tradizione si rinnova ogni Sabato Santo nelle forme descritte, sempre con squadre di anziani, adulti e giovani, ora anche qualche fanciulla e se ci sono bambini a loro il compito di reggere il cesto per le uova.

Le uova che i questuanti ricevono sono indubbiamente simboli pasquali ma, più paganamente, simboleggiano anche la fertilità.

La vita contenuta nell’uovo è come il seme contenuto nella terra prima che germogli a Primavera. Si tratta quindi di canti propiziatori.

Si deve considerare che il Sabato Santo finiva il periodo quaresimale, in cui, tra gli altri cibi, erano vietate le uova. Pertanto l’accumulo in quaranta giorni di molte uova consentiva di poterle regalare ai suonatori che, per tradizione, avrebbero fatto una frittata con asparagi il giorno di Pasquetta.

E questa la strofa del canto che introduce il gruppo nella masseria

iol iol iol, apre a port i dam l’ove, i c l’ov so cuvatizze, dam na form d sasizze…

 

Al via la stagione 2017: con i francesi ad Alberobello

Pubblicato Da : lecomari/ 630 0

Qualche giorno fa abbiamo accompagnato un simpatico gruppo di turisti francesi a visitare le bellezze di Alberobello.
Abbiamo girato tra vicoli lastricati, tra le case abitate del rione Aia Piccola e le botteghe del Rione Monti, tutte sormontate dai mitici trulli..

Qualche giorno fa abbiamo accompagnato un simpatico gruppo di turisti francesi a visitare le bellezze di Alberobello. Abbiamo girato tra vicoli lastricati, tra le case abitate del rione Aia Piccola e le botteghe del Rione Monti, tutte sormontate dai mitici trulli. Leggi