Deliceto,Monti Dauni Veduta panoramica. Immagine di Deliceto, La Puglia dei Borghi: Monti Dauni e Gargano

La Puglia dei Borghi: Monti Dauni e Gargano

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La Puglia dei Borghi: Monti Dauni e Gargano. L’anima verde della Puglia

La Puglia dei Borghi: Monti Dauni e Gargano è la zona della Puglia scelta e descritta nella nostra pagina Percorsi

Sarà dedicata ai borghi dell’entroterra dei Monti Dauni e del Gargano

Il Gargano e i Monti Dauni sono l’anima verde della Puglia, e per gli amanti dei panorami, paesaggi e scorci fra i vicoli dei borghi antichi è un autentico paradiso.

Celenza Valfortore panorama. Immagine di Celenza Valfortore La Puglia dei borghi: Monti Dauni e Gargano

Un tempo si chiamava Capitanata, oggi è la provincia di Foggia.

Provincia di Foggia. Immagine della Provincia di Foggia La Puglia dei Borghi: Monti Dauni e Gargano

 

L’abbiamo chiamata La Puglia dei Borghi: Monti Dauni e Gargano perché i paesi e le città sono scrigni da aprire lentamente, piccoli gioielli dai suoni e dai silenzi naturali, luoghi ricchi di storia, e di tradizioni che non ci si aspetta.

Progetto più importante della nostra attività, ha richiesto molto impegno.
E la nostra proposta sono delle passeggiate nei centri storici più piccoli dei Monti Dauni e del Gargano con una guida locale.
Come li chiamiamo oggi queste visite guidate?  “Experience”!   E’ vero, è un’esperienza unica fra le più autentiche.

Territorio bello, e “Fuori dai sentieri battuti”.

Le guide turistiche che hanno dato vita a questi percorsi sono a Troia, nell’Associazione culturale Monti Dauni, A.C.T. Monti Dauni.
Da una lunga esperienza hanno ideato gli itinerari e le visite culturali.  http://www.lecomaridipuglia.it/prenotalescursione/

E le foto che mostrano gli scatti più belli e gli scorci più significativi ed emozionanti di questi luoghi, sono state fatte dalle guide e dai partecipanti di un concorso fotografico organizzato dall’associazione stessa.
Nei Monti Dauni di visite se ne possono fare, molte e diverse fra loro, monumenti quali la bellissima Cattedrale di Troia, castelli fortificati.

E passeggiando a BovinoPietra Montecorvino, e in tanti altri borghi si possono vedere e visitare queste opere, e dalle quali si ammira un magnifico panorama.

E vogliamo parlare delle eccezionali testimonianze archeologiche, a Lucera c’è l’anfiteatro di epoca romana, la testimonianza più integra della Puglia risalente a quel periodo; ad Ascoli Satriano il museo conserva un’opera unica, considerata un gioiello, in marmo:  i “Grifi di Ascoli Satriano”, lasciano tutti senza fiato.

E il bello sono i borghi veramente piccoli, anzi il più piccolo paese della Puglia è proprio in questa zona, Celle S. Vito.

Sono piccoli di estensione e dimensioni, ma la loro grandezza culturale e ambientale è immensa.

http://www.lecomaridipuglia.it/experience/

Li possiamo definire turistici nel senso che “proprio non me l’aspettavo, fortuna che siamo venuti”.

 

 

 

Vico del Gargano. Immagine di Vico del Gargano

Il centro storico di Vico del Gargano

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Il centro storico di Vico del Gargano, uno dei “Borghi più belli d’Italia”, fra i più caratteristici ed affascinanti della Puglia.

Il centro storico di Vico del Gargano è davvero un bel borgo, fra i più suggestivi ed affascinanti soprattutto a chi vi si reca in visita per la prima volta, non a caso è entrato a far parte del circuito dei “Borghi più Belli d’Italia”.

Vico del Gargano si trova sul promontorio del Gargano, in provincia di Foggia.
A pochi chilometri dal mare, ha un centro storico molto caratteristico e tutto intorno la Foresta Umbra, con i suoi boschi di faggi, abeti e pini di Aleppo.

Vico del Gargano. Immagine delle Case e vicoli stretti del centro storico di Vico del Gargano

Sulla costa il paesaggio richiama gli odori degli agrumi, le arance e i limoni.
E naturalmente gli ulivi tipici del territorio pugliese.
A Vico sono celebri gli agrumi, l’arancia bionda e il limone femminello che insieme all’olio sono le produzioni agricole più importanti.

Il nome deriva da “vicus”, villaggio in latino, dal primo insediamento risalente al X secolo d.C. e si trasferirono le popolazioni dalle campagne circostanti.

Nell’XI secolo ai Normanni si deve la costruzione del primo castello; ampliato da Federico II di Svevia nel XIII secolo, al quale si deve l’intricato reticolo di strade strette e tortuose, i passaggi coperti, le sue abitazioni dall’architettura spontanea con la stalla al pian terreno, e i locali abitativi ai piani superiori, i “pieddi”, sono chiamate così le scalinate esterne d’accesso, e i portali scolpiti in pietra.
Guardate la bellezza dei portali in pietra e dei vecchi portoni di legno, noi ancora oggi ci fermiamo ad ammirarli.
Questo nucleo considerato il più antico, è il rione Civita, nel quale troviamo il Castello e la chiesa Matrice dell’Assunta.

Nel 1292 Vico del Gargano si circonda di un possente sistema di difesa, costituito da una cinta muraria guarnita di una ventina di torri.

Nel XVI secolo l’abitato si estese a sudest del Castello, il rione Terra.
Si eliminò la Porta del Castello e si provvide alla costruzione di una nuova cinta muraria attorno a questo nuovo rione, munita di torri cilindriche.

Tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo si ebbe un aumento della popolazione e prese forma il rione Casale all’esterno ed ai piedi delle mura che cingevano la Civita e la Terra.

Inoltre, non mancano i trappeti (gli antichi frantoi in Puglia), scavati nella roccia al di sotto delle abitazioni, per la molitura delle olive. Il più antico, documentato già nel 1318, scavato in una cavità naturale, sono raccolte la macina e le presse in legno per la spremitura delle olive.
Oggi è il Museo Trappeto Maratea, praticamente ai piedi del castello.

Le Comari sono romantiche, hanno partecipato più volte alla festa del Santo patrono di Vico del Gargano, San Valentino.
Dal 14 al 17 febbraio viene festeggiato con una suggestiva processione che attraversa il paese, adornato di arance e limoni.
L’evento porta il nome di “Terrarancia”

Terrarancia. Immagine di un addobbo della festa patronale a Vico del Gargano

 

Ed è proprio in questa occasione che ci si dà appuntamento al “Vicolo del Bacio”.

Un piccolo angolo con una larghezza di 50 cm e una lunghezza di 30 m, dove tanti innamorati si sono incontrati, baciati e travolti dall’emozione di potersi toccare.
La leggenda racconta che, in passato, ci si accontentava di camminare in direzione opposta lungo il vicolo e data la ristrettezza del passaggio, sfiorarsi.
E poi, chi dona un arancio all’amato, prendendolo dall’addobbo del Santo durante la festa patronale, vedrà il frutto trasformarsi in un filtro d’amore.

Se ciò non dovesse avvenire, vi faremo innamorare di questo borgo

 

Info & contatti: scrivere a info@lecomaridipuglia.eu  – Cell. 3402671389

 

Immagine di Vieste e l'amore di Pizzomunno e Cristalda.

VIESTE e l’amore di Pizzomunno e Cristalda

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Vieste e l’amore di Pizzomunno e Cristalda. La bellissima città di Vieste, sul Gargano, adagiata sul Mare Adriatico avvolta da una commovente leggenda

VIESTE e l’amore di Pizzomunno e Cristalda

Il simbolo di Vieste è un’enorme monolite, un faraglione, simile ad una pila, alto 25 metri che troviamo sulla spiaggia. È un pezzo di roccia sedimentaria che è stata erosa nel corso dei secoli prendendo questa forma. Questo è ciò che dicono gli scienziati.

La storia raccontata dalla popolazione locale è un po’ diversa. Lo chiamano Pizzomunno e dicono che è il nome di un giovane, innamorato di una bellissima ragazza dai capelli biondi come il colore del sole, Cristalda. Questo sentimento era così forte che se ne accorsero anche le sirene che vivevano nel Mare Adriatico: non erano in grado di sedurlo con la loro bellezza e la loro voce, perché Pizzomunno era così innamorato e non voleva tradire la sua ragazza.

Che cosa hanno fatto le sirene, quelle femmine con la coda di pesce come vendetta?

Una delle tante sere in cui i due amanti andavano insieme a trascorrere la notte sull’isolotto che si erge di fronte alla costa, le sirene aspettarono che la coppia si rilassasse sulla spiaggia e poi improvvisamente uscirono dall’acqua, rapirono la ragazza e la fecero scomparire in fondo al mare. Pizzomunno non riuscì a salvarla, rincorse invano la voce della sua amata e cominciò a piangere per la disperazione.

I pescatori il giorno seguente ritrovarono il giovane pietrificato dal dolore nel bianco scoglio che porta ancora oggi il suo nome, Pizzomunno. 

Secondo la leggenda, ancora oggi, ogni cento anni la bella Cristalda torna dagli abissi per raggiungere il suo giovane amante e rivivere per una notte sola il loro antico amore.

Esistono comunque diverse varianti di questa leggenda in città a Vieste e sul Gargano. Inoltre secondo una superstizione relativa al Pizzomunno, se si compie un giro completo intorno ad esso, formulando un desiderio, esso si avvererà.

Vieste è una cittadina, in provincia di Foggia, alla testa del promontorio più famoso della Puglia, il Gargano. Adagiata sul mar Adriatico, con un lungomare sabbioso fra i più belli di tutta la costa, vanta un centro storico che è un borgo medievale a strapiombo sul mare con vicoli e scorci in cui s’intravede il blu del mare. Una perla e una delle passeggiate più romantiche in Puglia.

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Al Pizzomunno è davvero facile arrivare, partendo dal centro di Vieste lo ritroviamo in tutta la sua immensità all’inizio del lungomare Mattei, a sud del Centro.
Per chi volesse ammirarlo dall’alto, sarà piacevolmente sorpreso del panorama ammirabile da Via Bracco, nella zona del centro storico che va dal Castello Svevo a Piazzetta Petrone.

Monte Sant'Angelo. Immagine di Monte Sant'Angelo, Rione Junno

MONTE SANT’ANGELO

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MONTE SANT’ANGELO, nel Parco Nazionale del Gargano, offre molto dal panorama al borgo antico con il Santuario dell’Arcangelo S. Michele.

MONTE SANT’ANGELO

Il paese di Monte Sant’Angelo offre veramente molto da vedere.
Si trova nel Parco Nazionale del Gargano, uno dei parchi italiani più estesi, in provincia di Foggia.
Quando si arriva a Monte Sant’Angelo, quello che colpisce è il panorama: posto a 840 metri di altezza, salendo sulla montagna si vedono mucche, capre, cavalli a pascolare liberamente e in fondo il mare Adriatico con il Golfo di Manfredonia.
E poi, con le case bianche tutte in fila che si compenetrano l’una con l’altra attraverso scalinate e piazzette dando un senso di uniformità all’intero paese, il borgo antico, chiamato Rione Junno di epoca medievale. 

Ancora oggi quelle case si presentano raggruppate a grappoli e a schiera con tetti a doppio spiovente terminati con grondaie realizzate in pietra; i comignoli dei camini esterni sui tetti, fantasiosi alcuni, si presentano imponenti e in forme diverse; gli architravi e gli stipiti delle porte e delle finestre sono realizzati in blocchi di pietra locale il più delle volte decorati.
Camminando all’interno del borgo, si nota subito la quasi assenza di auto, una miriade di negozietti di souvenir e di artigianato locale uniti alle specialità gastronomiche del paese, il pane, croccante e profumato, le mandorle, che dovete a tutti i costi assaggiare e le ostie ripiene, un dolce tipico, nato grazie alle sapienti mani delle suore.


Al centro del paese, svetta una torre a forma ottagonale, il Campanile del Santuario dell’Arcangelo San Michele, patrimonio UNESCO, che vi consigliamo di visitare con una guida perché è denso di storia e di arte.

Il Tour a piedi che vi proponiamo per il borgo di Monte Sant’Angelo, è una passeggiata nel Rione Junno con visita alla Basilica dell’Arcangelo San Michele.


Le Comari ci vanno spesso in visita e a volte anche solo per ammirare il panorama, piacerà anche a voi.

 

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