Amazing Puglia. Foto dell'articolo Vedi alla voce turismo: fare impresa facendo le guide

Vedi alla voce turismo: fare impresa facendo le guide

Pubblicato Da : lecomari/ 168 0

Vedi alla voce turismo: fare impresa facendo le guide. Amazing Puglia ha dedicato un articolo alle guide delle Comari di Puglia

Vedi alla voce turismo: fare impresa facendo le guide

Il magazine Amazing Puglia ci ha dedicato un articolo pubblicato sul numero di luglio/settembre 2021
in uscita proprio in questi giorni nelle principali librerie pugliesi e nelle edicole di Bari, Brindisi, Lecce, Taranto, Foggia, Barletta e Trani

Il magazine del lifestyle dedicato alla Puglia, ai personaggi, alle aziende, alle eccellenze del nostro territorio, e a ciò che produce.
Naturalmente al settore turismo.

Ebbene sì: l’articolo s’intitola “Vedi alla voce turismo: fare impresa facendo le guide”

Amazing Puglia. Foto dell'articolo di Amazing Puglia: vedi alla voce turismo. Fare impresa facendo le guide
Arianna Petruzzelli, la titolare della ditta Le Comari di Puglia ha messo insieme un gruppo di guide turistiche che esercitano su tutto il territorio.
Professionali e competenti, tutte regolarmente abilitate, in italiano e in lingua straniera. E c’è molto da dire sulle informazioni che danno

A cominciare dal nostro marchio: le simpatiche Comari, che vanno a braccetto, guardano, visitano e chiacchierano di tutto quello che vedono

Amazing Puglia. Foto del Logo delle Comari di Puglia Vedi alla voce turismo Fare impresa con le guide

E di lì il nome: Le Comari di Puglia http://www.lecomaridipuglia.it/

Si è voluto descrivere la nostra storia: be’ ogni tanto bisogna guardare indietro e riassumere. Come una visita guidata
Cosa si è fatto, chi siamo e cosa stiamo facendo ora, in piena ripresa dopo il periodo di chiusura dovuto allo stato d’emergenza.

Il programma prevede visite guidate su tutto il territorio pugliese, con la presenza di degustazioni e il racconto di aneddoti.

E qualche itinerario “Fuori dai sentieri battuti”

Fondamentale è stata la scelta degli itinerari sul Gargano e dei percorsi nei borghi più piccoli dei Monti Dauni, a cui abbiamo dedicato un’intera campagna promozionale, il nostro Experience praticamente in corso. http://www.lecomaridipuglia.it/percorsi/

Ci auguriamo che la vostra curiosità sia così grande, che deciderete di visitarli insieme a noi!

Nell’articolo sono menzionate tutte le guide delle Comari: Arianna, Samantha, Giovanni, Katia, Debora, Nathalìe, Gaia

Roberto https://www.guiasdeapulia.es/, Fabio https://www.pugliatourguide.com/it/home/ 

E per i Monti Dauni, Giuseppe, a cui va tutta la creazione dei percorsi nella Puglia più autentica

Ce ne sono ancora molte di guide turistiche sparse per tutta la regione. E che ci sarebbe voluto tanto spazio per scriverle tutte

 

E vogliamo sapere se siete d’accordo!

Allora, buona lettura di questo articolo e del magazine Amazing Puglia, molto ricco di informazioni e dettagli sulla nostra amatissima Puglia

 

 

http://www.lecomaridipuglia.it/prenotalescursione/

 

Eventi in Puglia: Mostra Steve McCurry leggere

Pubblicato Da : lecomari/ 78 0

Mostra Steve McCurry leggere. Bari Teatro Margherita

Eventi in Puglia: Mostra Steve McCurry leggere

A Bari fino al 25 agosto nella bellissima location del Teatro Margherita, sono in mostra 70 scatti del celebre fotografo Steve McCurry,

un evento da non perdere

La mostra Steve McCurry leggere, è dedicata ad un tema ben specifico, la lettura in tutte le forme.

Per vari motivi: promuove la lettura, fa vedere le foto di molte persone in diversi momenti della vita quotidiana, di varie nazionalità intente a leggere libri, giornali, riviste, quaderni; lascia spazio all’immaginazione
E dà l’opportunità di ritornare a visitare un’esposizione culturale di notevole interesse, nel Teatro Margherita, dopo svariati mesi di chiusura.

Bellissime le foto!!! Anche l’allestimento

Siamo andate a vedere, e ci è piaciuto talmente tanto che questa mostra ve la consigliamo, con il cuore e con lo spirito
Giusto qualche chicca, il resto lo vedrete nell’esposizione

Abbiamo scritto anche qualche personale considerazione: noi siamo guide turistiche e pur essendo abituate a vedere dipinti, foto, mostre e reperti archeologici, restare sorpresi è positivo e amplia le nostre conoscenze.

 

Bari. Foto della mostra Steve McCurry leggere

Scorci dalla finestra
Alcuni scorci quando ci avviciniamo sono carichi di significati, e soprattutto di emozioni

 

Bari. Foto della mostra Steve McCurry leggere

Una visione possibile, è così che l’abbiamo chiamata questa foto. Perché?
Perché quando qualcosa o qualcuno viene meno, è proprio in quel momento che bisogna ricominciare a costruire. E leggere diventa fondamentale

 

Bari. Foto della mostra Steve McCurry leggere

Il futuro è nella memoria
I libri si conservano perché ci sarà sempre qualcuno, oggi e in futuro, che li userà per imparare, per ricordare, per creare e per fare confronti
Le biblioteche sono importanti e un bene da salvaguardare

 

Bari. Foto della mostra Steve McCurry leggere

La speranza e il tempo

In questa foto è racchiusa tutta la fede e la speranza della vita e del tempo che trascorre. C’è tanta tenerezza e anche tanta forza d’animo

 

Vi abbiamo convinti? Siamo sicure che non ve ne pentirete

E vogliamo citare alcune parole che fanno comprendere cosa arrivi a trasmettere

Una mostra diversa. Davvero da “leggere” –

http://www.stevemccurryleggere.it/

 

 

http://www.lecomaridipuglia.it/prenotalescursione/

Deliceto,Monti Dauni Veduta panoramica. Immagine di Deliceto, La Puglia dei Borghi: Monti Dauni e Gargano

La Puglia dei Borghi: Monti Dauni e Gargano

Pubblicato Da : lecomari/ 157 0

La Puglia dei Borghi: Monti Dauni e Gargano. L’anima verde della Puglia

La Puglia dei Borghi: Monti Dauni e Gargano è la zona della Puglia scelta e descritta nella nostra pagina Percorsi

Sarà dedicata ai borghi dell’entroterra dei Monti Dauni e del Gargano

Il Gargano e i Monti Dauni sono l’anima verde della Puglia, e per gli amanti dei panorami, paesaggi e scorci fra i vicoli dei borghi antichi è un autentico paradiso.

Celenza Valfortore panorama. Immagine di Celenza Valfortore La Puglia dei borghi: Monti Dauni e Gargano

Un tempo si chiamava Capitanata, oggi è la provincia di Foggia.

Provincia di Foggia. Immagine della Provincia di Foggia La Puglia dei Borghi: Monti Dauni e Gargano

 

L’abbiamo chiamata La Puglia dei Borghi: Monti Dauni e Gargano perché i paesi e le città sono scrigni da aprire lentamente, piccoli gioielli dai suoni e dai silenzi naturali, luoghi ricchi di storia, e di tradizioni che non ci si aspetta.

Progetto più importante della nostra attività, ha richiesto molto impegno.
E la nostra proposta sono delle passeggiate nei centri storici più piccoli dei Monti Dauni e del Gargano con una guida locale.
Come li chiamiamo oggi queste visite guidate?  “Experience”!   E’ vero, è un’esperienza unica fra le più autentiche.

Territorio bello, e “Fuori dai sentieri battuti”.

Le guide turistiche che hanno dato vita a questi percorsi sono a Troia, nell’Associazione culturale Monti Dauni, A.C.T. Monti Dauni.
Da una lunga esperienza hanno ideato gli itinerari e le visite culturali.  http://www.lecomaridipuglia.it/prenotalescursione/

E le foto che mostrano gli scatti più belli e gli scorci più significativi ed emozionanti di questi luoghi, sono state fatte dalle guide e dai partecipanti di un concorso fotografico organizzato dall’associazione stessa.
Nei Monti Dauni di visite se ne possono fare, molte e diverse fra loro, monumenti quali la bellissima Cattedrale di Troia, castelli fortificati.

E passeggiando a BovinoPietra Montecorvino, e in tanti altri borghi si possono vedere e visitare queste opere, e dalle quali si ammira un magnifico panorama.

E vogliamo parlare delle eccezionali testimonianze archeologiche, a Lucera c’è l’anfiteatro di epoca romana, la testimonianza più integra della Puglia risalente a quel periodo; ad Ascoli Satriano il museo conserva un’opera unica, considerata un gioiello, in marmo:  i “Grifi di Ascoli Satriano”, lasciano tutti senza fiato.

E il bello sono i borghi veramente piccoli, anzi il più piccolo paese della Puglia è proprio in questa zona, Celle S. Vito.

Sono piccoli di estensione e dimensioni, ma la loro grandezza culturale e ambientale è immensa.

http://www.lecomaridipuglia.it/experience/

Li possiamo definire turistici nel senso che “proprio non me l’aspettavo, fortuna che siamo venuti”.

 

 

 

Bari. Immagine del pane di San Nicola

Il Pane di San Nicola

Pubblicato Da : lecomari/ 164 0

Il Pane di San Nicola è una tradizione della festa di maggio a Bari, i frati offrivano il pane ai pellegrini dopo aver omaggiato il Santo.

Il Pane di San Nicola

S. Nicola ha le sue tradizioni 📜 💬, noi vogliamo omaggiare il santo e l’arrivo delle reliquie a Bari, appunto con una #tradizione:
Il Pane di San Nicola è una tradizione della festa di maggio a Bari, durante l’anniversario dell’arrivo delle reliquie di S. Nicola a Bari
I frati offrivano ai pellegrini il Pane di San Nicola dopo aver omaggiato il Santo 🍩
Era abitudine viaggiare in pellegrinaggio fino a Bari, alla Basilica di S. Nicola, a maggio in primavera 🌺🌸🌞, per onorare il Santo.
Il viaggio era a piedi, con un priore che guidava la compagnia. Questa persona conosceva molto bene le strade e i santuari dove fermarsi lungo il percorso
Con il bastone robusto a forma di pannocchia, ai piedi scarpe resistenti, in testa un cappello. Un po’ di biancheria di ricambio, le calze corte di lana per via delle lunghe camminate, un ombrello e una coperta di lana per la notte
Le provviste alimentari consistevano nel pane azzimo, o pane di frumento normale, olio in bottiglie piccole, taralli preparati con le uova, fave semilessate, qualche pezzo di lardo, il formaggio di capra e un po’ di vino portato in fiaschi ricavati da zucche a collo lungo.
Il tutto portato insacche di tela o in bisacce a tracolla
Si camminava dall’alba al tramonto, 30/40 km al giorno, si dormiva dentro le chiese o negli ospizi dei frati, oppure in qualche taverna che offriva accoglienza a prezzi modici.
Nell’800 e 900, i pellegrini arrivavano a Bari ed erano accolti dai frati custodi che davano loro accoglienza.
Arrivati alla meta, a Bari nella Basilica di San Nicola, ci si immergeva in una massa di genti provenienti da ogni dove, con accento o lingua diverse.
Si scendeva in cripta, si cantava e pregava presso la tomba del Santo.
Si partecipava alle funzioni religiose, e la comunione.
Naturalmente tutti i pellegrini chiedevano a S. Nicola la sua intercessione per avere la grazia, o la guarigione e soprattutto la buona salute per i bambini.
A partire dagli anni 20, venne offerto loro il Pane a forma di tarallo benedetto, come avviene tuttora. Il Pane di San Nicola.
Tornando a casa portavano via il pane benedetto, il santino, e l’ampollina con la manna trasudata dalle ossa del Santo, e un piccolo giocattolo per i bambini;
si sa che S. Nicola è il protettore dei bambini 🙋‍♀️🙋🙋‍♂️💝
Il pane si regala, e lo si trova nei pressi della Basilica e al di sotto delle edicole votive in omaggio alla festa.
A Bari vecchia, sono i forni, che nelle notti fra 6, 7 e 8 maggio lo preparano, è facile riconoscerli perché mettono in esposizione all’ingresso della panetteria una forma di pane grande con S. Nicola raffigurato, e si possono prendere anche qui
Siamo certe che i pellegrini come anche tutti i curiosi torneranno a Bari per vedere la festa, omaggiare il Santo, assistere alle liturgie e prenderanno anche il Pane di S. Nicola 🍩
Abbiamo l’abitudine di fare qualche pagnotta a casa per regalarlo in famiglia, è di buon auspicio
Ricetta Il Pane di San Nicola
Ingredienti per 10 pani a forma di tarallo
3 kg Farina di grano duro
Lievito madre
Acqua a temperatura ambiente
Un po’ di sale
Far riposare la massa per circa 1 h
Cottura in forno a 200°  1 h
Preparazione: mettere sulla spianatoia tutti gli ingredienti e aggiungere poco per volta l’acqua.
Far riposare la massa per 1 h circa: Importante, in caso di serate o giornate molto umide, la lievitazione può durare più a lungo.
Stendere la massa e creare delle listarelle di pasta lunga e unire le 2 estremità formando un tarallo grande
Cuocere in forno
📞3402671389
📧 info@lecomaridipuglia.eu
Vico del Gargano. Immagine di Vico del Gargano

Il centro storico di Vico del Gargano

Pubblicato Da : lecomari/ 351 0

Il centro storico di Vico del Gargano, uno dei “Borghi più belli d’Italia”, fra i più caratteristici ed affascinanti della Puglia.

Il centro storico di Vico del Gargano è davvero un bel borgo, fra i più suggestivi ed affascinanti soprattutto a chi vi si reca in visita per la prima volta, non a caso è entrato a far parte del circuito dei “Borghi più Belli d’Italia”.

Vico del Gargano si trova sul promontorio del Gargano, in provincia di Foggia.
A pochi chilometri dal mare, ha un centro storico molto caratteristico e tutto intorno la Foresta Umbra, con i suoi boschi di faggi, abeti e pini di Aleppo.

Vico del Gargano. Immagine delle Case e vicoli stretti del centro storico di Vico del Gargano

Sulla costa il paesaggio richiama gli odori degli agrumi, le arance e i limoni.
E naturalmente gli ulivi tipici del territorio pugliese.
A Vico sono celebri gli agrumi, l’arancia bionda e il limone femminello che insieme all’olio sono le produzioni agricole più importanti.

Il nome deriva da “vicus”, villaggio in latino, dal primo insediamento risalente al X secolo d.C. e si trasferirono le popolazioni dalle campagne circostanti.

Nell’XI secolo ai Normanni si deve la costruzione del primo castello; ampliato da Federico II di Svevia nel XIII secolo, al quale si deve l’intricato reticolo di strade strette e tortuose, i passaggi coperti, le sue abitazioni dall’architettura spontanea con la stalla al pian terreno, e i locali abitativi ai piani superiori, i “pieddi”, sono chiamate così le scalinate esterne d’accesso, e i portali scolpiti in pietra.
Guardate la bellezza dei portali in pietra e dei vecchi portoni di legno, noi ancora oggi ci fermiamo ad ammirarli.
Questo nucleo considerato il più antico, è il rione Civita, nel quale troviamo il Castello e la chiesa Matrice dell’Assunta.

Nel 1292 Vico del Gargano si circonda di un possente sistema di difesa, costituito da una cinta muraria guarnita di una ventina di torri.

Nel XVI secolo l’abitato si estese a sudest del Castello, il rione Terra.
Si eliminò la Porta del Castello e si provvide alla costruzione di una nuova cinta muraria attorno a questo nuovo rione, munita di torri cilindriche.

Tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo si ebbe un aumento della popolazione e prese forma il rione Casale all’esterno ed ai piedi delle mura che cingevano la Civita e la Terra.

Inoltre, non mancano i trappeti (gli antichi frantoi in Puglia), scavati nella roccia al di sotto delle abitazioni, per la molitura delle olive. Il più antico, documentato già nel 1318, scavato in una cavità naturale, sono raccolte la macina e le presse in legno per la spremitura delle olive.
Oggi è il Museo Trappeto Maratea, praticamente ai piedi del castello.

Le Comari sono romantiche, hanno partecipato più volte alla festa del Santo patrono di Vico del Gargano, San Valentino.
Dal 14 al 17 febbraio viene festeggiato con una suggestiva processione che attraversa il paese, adornato di arance e limoni.
L’evento porta il nome di “Terrarancia”

Terrarancia. Immagine di un addobbo della festa patronale a Vico del Gargano

 

Ed è proprio in questa occasione che ci si dà appuntamento al “Vicolo del Bacio”.

Un piccolo angolo con una larghezza di 50 cm e una lunghezza di 30 m, dove tanti innamorati si sono incontrati, baciati e travolti dall’emozione di potersi toccare.
La leggenda racconta che, in passato, ci si accontentava di camminare in direzione opposta lungo il vicolo e data la ristrettezza del passaggio, sfiorarsi.
E poi, chi dona un arancio all’amato, prendendolo dall’addobbo del Santo durante la festa patronale, vedrà il frutto trasformarsi in un filtro d’amore.

Se ciò non dovesse avvenire, vi faremo innamorare di questo borgo

 

Info & contatti: scrivere a info@lecomaridipuglia.eu  – Cell. 3402671389

 

I confetti pugliesi. Immagine de i confetti pugliesi

I confetti pugliesi

Pubblicato Da : lecomari/ 324 0

I confetti pugliesi, sono di Andria. Piccolo dolce delizioso fatto con mandorle o nocciole rivestito da uno strato di zucchero dai variopinti colori

I confetti pugliesi, sono di Andria, una vera bontà!

I confetti sono un piccolo dolce a forma ovale con all’interno una mandorla o nocciola rivestito di uno strato di zucchero.
Molto antichi, risalenti all’epoca romana, erano rivestiti di miele.
A partire dal 1500, con l’importazione dello zucchero, la fabbricazione è diventata quella che abbiamo ancora oggi.

L’uso dei confetti è legato ad occasioni speciali, quali la nascita dei bambini, la celebrazione del matrimonio, con la bomboniera è immancabile, e i compleanni fin dall’infanzia. Sono offerti, anche per la festa di laurea, e l’inaugurazione di una nuova casa.
Simbolo di fortuna e prosperità.

I confetti pugliesi si fanno ad Andria, la città di Castel del Monte, una produzione locale fra le più raccomandate ed è unica sul nostro territorio.

In particolar modo, va menzionata l’antica fabbrica di Andria, Mucci, la quale produce questi dolci dal 1894, per opera di Nicola Mucci, la cui ditta è stata la fornitrice di confetti per le nozze reali del principe Umberto di Savoia con la principessa Maria José del Belgio.

Ad Andria, in pieno centro storico, nello stesso luogo della confetteria, è stato allestito il Museo del Confetto, in memoria di Giovanni Mucci, riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e compreso fra i Locali Storici d’Italia.
Nel museo si spiega la storia e l’arte di questo antico dolce con utensili, documenti, caramelle e cioccolato. https://www.museodelconfetto.it/

Sono famosi i confetti classici bianchi con la mandorla, e i confetti con la nocciola, delle sfere deliziose ricoperte di cioccolato bianco o fondente, velate da un sottile strato di confettatura colorato, come le vedete in foto.

Le mandorle che provengono dalla Puglia, sono le mandorle di Toritto, in provincia di Bari, una vera eccellenza.

Mandorla di Toritto. Immagine de I confetti pugliesi, la mandorla di Toritto

 

E le nocciole dal Piemonte, croccanti e gustose.

Nocciola del Piemonte. Immagine de i confetti pugliesi, la nocciola del Piemonte

 

I confetti possono essere di vari colori e ciascun colore, quando è offerto durante un’occasione, è appropriato per la festa che si intende festeggiare.
Azzurro, rosa, bianco, rosso per la festa di laurea, oro e argento per i rispettivi anniversari di nozze. Variopinti per la festa di compleanno.

Una specialità di questa fabbrica, dal cuore tenero sono i “Tenerelli Mucci”, una vera delizia che bisogna assaggiare.
Le Comari ne sono ghiotte! Uno tira l’altro, provate                         https://www.muccigiovanni.it/prodotti/

 

 


https://museimpresa.com/associati/museo-del-confetto-equotgiovanni-mucciequot/

 

Immagine di I Fischietti in terracotta di Rutigliano

I Fischietti in terracotta di Rutigliano

Pubblicato Da : lecomari/ 276 0

I Fischietti in terracotta di Rutigliano. Per la festa di Sant’Antonio Abate che dà inizio al Carnevale

I Fischietti in terracotta di Rutigliano

Sono oggetti di piccole dimensioni, dai colori vivaci e dalle forme bizzarre, il cui valore ludico e simbolico trova origine nell’antichità e ai giorni nostri negli usi e costumi del popolo.
La produzione di fischietti in terracotta vanta a Rutigliano una lunga tradizione.

Rutigliano è in provincia di Bari, dista circa 20 km dal capoluogo pugliese; la cittadina ha un inestimabile patrimonio storico, dalla presenza di insediamenti risalenti al Neolitico, al periodo medievale, il primo “loco Rutiliano”, e della dinastia normanna che la trasformò in “castellum Rutiliani”.

E abbiamo trovato un’interpretazione sul nome originario di Rutigliano, cioè “rutilus” in latino che significa rosso, fulvo quindi città della terra rossa.
Molto probabilmente questo nome deriva dalla presenza nel terreno di frazioni di argilla.

E’ famosa per I Fischietti in terracotta di Rutigliano: la tradizionale attività figulina, pratica molto antica, oggi legata ai tegami di creta per la cottura di vivande, le “pignate”, e la produzione dei tipici “fischietti” in terracotta, finissime opere d’arte artigiana.

Non ci sono parole per sostenere la fantasia e le capacità degli artigiani nella fabbricazione e nella scelta delle figure rappresentate.

Tra le rappresentazioni più diffuse vi è il “gallo“: ogni 17 gennaio, per la festa di S. Antonio Abate, ogni ragazzo era solito regalare alla sua amata un cesto di frutta, simbolo dei prodotti della terra, con all’interno un fischietto a forma di gallo, simbolo di virilità. Una dichiarazione d’amore.

Be’ oggi inizia il Carnevale, e gli artigiani si divertono a fabbricare in terracotta i personaggi più in vista del paese e, quelli che hanno una certa autorità, una sorta di scherzo che fa il verso ai ruoli che ognuno abitualmente ricopre.

Ad essi è dedicata la tradizionale “Fiera del Fischietto in terracotta Città di Rutigliano” che si tiene appunto il 17 gennaio di ogni anno in occasione della festa di Sant’Antonio Abate, un concorso nazionale unico nel suo genere, che permette a tanti artisti di esibire le loro creazioni in argilla.

Le opere sono esposte nel Museo Civico del Fischietto in Terracotta “Domenico Divella”, dal 2004 allestito al primo piano di Palazzo San Domenico.

http://www.museodelfischietto.it/

 

Quest’anno potete seguire la festa attraverso i video realizzati dal museo che trovate in FB: https://www.facebook.com/museodelfischietto

Immagine di Bari 2022 Capitale Italiana della Cultura - Intervista Il Quotidiano di Bari

Bari 2022 Capitale Italiana della Cultura

Pubblicato Da : lecomari/ 293 0

Bari 2022 Capitale Italiana della Cultura

Bari 2022 Capitale Italiana della Cultura

Le Comari di Puglia oggi in edicola su Il Quotidiano di Bari.
Arianna, la padrona di casa è stata intervistata sul ruolo delle guide turistiche per il titolo di #Bari a capitale italiana della cultura 2022.
Sarebbe un bel traguardo!
Nemmeno a farlo apposta, stamattina c’è stata l’audizione on line di Bari, il Comune e l’Assessorato alla Cultura presso la Commissione del Ministero dei Beni e Attività Culturali e del Turismo.
Domani spetta a #Taranto, roccaforte delle nostre visite guidate. Noi tifiamo anche per questa bellissima città e la sua identità culturale.
Questa intervista è l’occasione per parlare dei problemi che la pandemia ci ha creato nel 2020 ed anche quelli che ci saranno quest’anno: noi lavoriamo in sicurezza e continuiamo a proporre visite guidate per gli individuali e famiglie su diverse destinazioni della Puglia, solo che il numero dei turisti è molto basso.
E’ evidente che bisogna avere pazienza, e una guida turistica fra le sue competenze deve essere molto paziente.
Be’ si prospetta comunque un futuro positivo, appunto una boccata d’ossigeno come c’è scritto nell’articolo.
Perché se Bari o Taranto si aggiudicassero il titolo di Capitale Italiana della Cultura, il 2022 per noi guide turistiche e per tutto il settore turistico sarebbe una rinascita.
Infatti è proprio di questo che abbiamo bisogno: di ricominciare con nuove prospettive e obiettivi, partendo sempre dal territorio e dai suoi molteplici aspetti, storico, archeologico, artistico e delle tradizioni che la Puglia conserva, e dalla voglia di conoscere che i curiosi e i turisti hanno della nostra terra.
I progetti presentati hanno evidenziato tutto il patrimonio culturale e posti degli obiettivi: a Bari si sono chiamati Miracoli, dall’abitudine che si ha di invocare la presenza di S. Nicola e i suoi celebri miracoli quando si desidera qualcosa.
Per noi il miracolo è nel nostro lavoro, nell’affrontare nuove sfide e nuovi obiettivi. Con le nostre visite guidate nei centri storici, monumenti, musei, pinacoteche e….
Con le parole del giornalista Bruno Volpe facciamo a Bari, Taranto e alla Puglia i nostri migliori auguri per questa rinascita:
“Bisogna abbinare le bellezze del territorio alla conoscenza dei luoghi della cultura e dell’arte”.
Continuate a seguirci
La Befana vien di notte... Immagine della Befana vien di notte...e del calzino colorato

La Befana vien di notte…

Pubblicato Da : lecomari/ 129 0

La Befana vien di notte… e cosa porta nel suo calzino di lana colorato, caramelle, cioccolatini, torroncini e il carbone dolce

La Befana vien di notte…
con le scarpe tutte rotte,
scende giù per il camino…
e porta tanti doni nel calzino!

Se sei stato un bimbo buono
tutti dolci per te sono,
se sei stato birichino
troverai un bel carboncino.

Questa è la filastrocca, la Befana vien di notte… che i bambini ascoltano in famiglia il 6 gennaio.
E’ il giorno dell’Epifania, parola di origine greca che veniva usata per indicare la manifestazione, attraverso un segno, di una divinità.
Con l’avvento del cristianesimo la parola “epifania” comincia ad indicare la festa, risalente ad un periodo successivo al II secolo d.C., celebrata per commemorare le manifestazioni divine di Gesù Cristo: il Suo battesimo nel Giordano, l’adorazione da parte dei Magi e il primo miracolo a Cana.
In Occidente l’attuale festa dell’Epifania ricorda l’arrivo dei Magi a Betlemme, luogo di nascita di Gesù, e la loro adorazione del Bambino, ed è l’adorazione dei Magi.

Ma per noi è la Befana, figura di tradizione popolare, il suo nome è associato ad una vecchietta che porta i doni ai più piccoli.

La Befana vien di notte…
E cosa porta nel suo calzino di lana colorato, caramelle, cioccolatini, torroncini e per i bimbi più vivaci il carbone dolce

https://www.facebook.com/lecomaridipuglia

Le Comari hanno preparato a casa il carbone dolce, è facilissimo

 

CARBONE DOLCE

250 g di zucchero semolato
50 g di acqua
50 g di zucchero a velo
2 cucchiai di albume
coloranti per alimenti

Porzioni per 6/8 persone

Preparare una ciotola rivestendola con carta da forno.
Intanto mettere zucchero semolato ed acqua in un pentolino, e lasciar cuocere finchè lo sciroppo arrivi ad ebollizione, di solito in 5 minuti.
Preparate lo zucchero a velo con l’albume montato a neve ed il colorante nero, fino ad ottenere l’intensita’ desiderata.
Appena lo sciroppo raggiunge la temperatura, versare l’impasto di zucchero a velo e albume, e ancora qualche goccia di colorante.
Magia, il composto comincerà a gonfiare, è bellissimo da vedere!

Versare subito nella ciotola preparata, far raffreddare ed asciugare qualche ora ed infine tagliarlo a pezzi.

E perchè non un carbone di colore rosa, lilla, verde o azzurro, brillanti come gli occhi dei bambini a cui lo regalerete

 

http://www.lecomaridipuglia.it/prenotalescursione/

Il pumo pugliese. Immagine del pumo pugliese

Il pumo pugliese

Pubblicato Da : lecomari/ 260 0

Il pumo pugliese

Il pumo pugliese

Il tipico manufatto è un antico portafortuna e uno degli oggetti più rappresentativi dell’artigianato locale pugliese, anzi il più caratteristico.

A cosa si ispira? Nell’antica Roma la dea Pomona era la divinità dei frutti. Ed è proprio al suo culto che si ispira il pumo pugliese.

Questo oggetto, il cui nome deriva dal termine latino “pomum” (frutto), è noto per la sua forma simile ad un bocciolo racchiuso tra le foglie di acanto, di solito 3, a volte 4, e devono avere la punta rivolta verso l’esterno. Richiama la purezza, la capacità di rigenerarsi, la fecondità, la prosperità e la ricchezza.

Il significato di prosperità, fortuna e fecondità è di buon auspicio per tutti.
Ed è così che il pumo pugliese è diventato un oggetto beneaugurale, per la famiglia e per la casa: già le famiglie nobili pugliesi scelsero il pumo come elemento decorativo delle facciate dei loro palazzi, dei corrimani, delle ringhiere e delle balaustre di scale e balconi.
Talvolta personalizzavano i propri pumi con gli stemmi della famiglia.

Ancora oggi rappresenta il portafortuna per eccellenza della tradizione pugliese oltre che un grazioso ricordo di un viaggio in Puglia, purché, venga regalato o ricevuto in dono.
E per le stesse ragioni molti sposi scelgono il manufatto pugliese come bomboniera da donare ai propri invitati, per poter condividere con loro l’augurio di prosperità, fecondità e benessere che il pumo porta con sé.

Alle versioni più classiche, ricoperte di smalto bianco, rosso, verde, azzurro, e altri colori si affiancano creazioni più elaborate dalla superficie lavorata e rugosa come fosse una pigna. Tutte in ceramica

Le sue forme e la raffinatezza della lavorazione lo rendono adatto ad ogni occasione e ad ogni arredamento tanto che oggi il pumo è diventato un vero e proprio oggetto glamour apprezzato anche al di fuori dei confini della Puglia.

Le Comari hanno avuto in regalo un pumo rosso, colore natalizio

 

http://www.lecomaridipuglia.it/prenotalescursione/