Disegno del Gallo - Immagine del disegno del gallo della ceramica di Grottaglie

15

Mag
2020

La ceramica di Grottaglie

Pubblicato Da : lecomari/ 47 0

Le Comari dedicheranno una pagina ad una delle più importanti risorse economiche del territorio, l’artigianato pugliese, una tradizione secolare che racchiude in sé tutta la storia della regione e che ancora oggi vive tra le strade e i vicoli dei centri storici.
Un universo vitale che rappresenta una risorsa culturale, turistica, occupazionale e creativa di grande rilievo.
Cominciamo dalla Ceramica di Grottaglie:

La ceramica è una delle produzioni tipiche del territorio, si concentra nella città di Grottaglie, in provincia di Taranto, una delle 28 città italiane della ceramica i cui manufatti sono stati insigniti del marchio D.O.C.  Custodisce nel territorio argilla rossa che nelle mani dell’uomo si trasforma in oggetti di uso domestico e in vere e proprie opere d’arte.

Basti pensare che nel cuore della città, lungo la Gravina di San Giorgio, nel corso dei secoli si è sviluppato un vero e proprio quartiere dedicato a questa attività artigianale dove esperti ceramisti hanno aperto i propri laboratori e botteghe ricavando forni di cottura direttamente nella roccia di antichi ambienti ipogei, un tempo adibiti anche a frantoi.

Sorto nel XIV secolo, al formarsi del primo abitato, li Camenn’re – letteralmente, i camini, cioè i forni – è il quartiere medievale della ceramica di Grottaglie nel quale, tuttora, si lavora l’argilla. Nel 1463 un documento della Regia Dogana di Taranto attesta la produzione e il commercio della maiolica. Grottaglie in questo periodo era divenuto il maggiore fornitore di manufatti ceramici di uso casalingo al servizio del traffico commerciale portuale. A partire dal 1567 documenti d’archivio elencano ceramisti che vengono qualificati “cretari” cioè addetti alla creazione di oggetti di uso comune. Nel Seicento compariranno alcuni “faenzari” dediti ad una ceramica più eletta e raffinata.

Due i principali prodotti della tradizione grottagliese: la più caratteristica e rustica, caratterizzata da una tavolozza cromatica costituita dal verde, giallo ocra, blu e manganese. Appartengono a questa produzione i famosi Capasoni (da capase, cioè capace), contenitori di notevoli dimensioni foggiati in sezioni distinte destinati prevalentemente a contenere il vino e le Minzane per contenere l’acqua.

E i “Bianchi di Grottaglie”, manifattura artistica propria di un certo tipo di produzione elitaria caratterizzata dall’utilizzo dello smalto bianco.

Ancora oggi la lavorazione avviene con gli antichi “torni” mossi a pedale dai ceramisti; le mani restano indispensabili per modellare l’argilla che subisce una prima essiccazione all’aperto, e poi viene cotta in forno ad una temperatura di 900°c.

Si tratta di una produzione originalissima che esalta la forma pura, caratteristica essenziale della ceramica di Grottaglie. Oltre che dal materiale pregiato, l’unicità della ceramica di Grottaglie sta nella decorazione: realizzate a mano libera, senza alcuno strumento che ne riporti preventivamente il disegno.

 

Le decorazioni tradizionali più tipiche della ceramica di Grottaglie sono il fiorellino blu su bianco-latteo e il galletto ruspante (simbolo del sol levante), che ornano servizi da tavola, piatti da muro. L’oggetto simbolico popolare della casa era la zuppiera, un tempo al centro d’ogni tavola.

Ma non è finita, perché a testimonianza della particolare vocazione di Grottaglie all’attività ceramica, in città vengono organizzati, ogni anno, numerosi appuntamenti di cui i manufatti locali sono i protagonisti incontrastati. Primi su tutti Buongiorno Ceramica, un intero weekend dedicato alle botteghe artigiane e all’arte ceramica, la Mostra della Ceramica e, durante il periodo delle Feste Natalizie, la Mostra del Presepe.

Vale la pena, dunque, concedersi una passeggiata alla scoperta del caratteristico Quartiere della Ceramica.

 

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